25 Gennaio 2014

Bollette dell’ energia, difficile vederci chiaro

Bollette dell’ energia, difficile vederci chiaro

LE bollette dell’ energia elettrica spesso e volentieri sono incomprensibili, non solo per i consumatori, ma anche per gli addetti ai lavori, i quali devono farei conti con voci nuove e bizzarre. Il dubbio che dietro quelle voci ci siano costi ingiustificati è sempre molto alto tant’ è che il Codacons ha presentato un esposto in Procura. Ma non è semplice smascherare le società di energia e di gas. La stessa Autorità per l’ Energia e il Gas, del resto, in numerose occasioni pare si impegni ad ostacolare le richieste dei consumatori di re i bastoni tra le ruote quando si formulano pertinenti contestazioni. Il risultato è che bisogna lottare non solo con gli operatori di energia ma anche con le istitu zioni che dovrebbero tutelarci e vigilare. In merito alla famigerata Robin Tax, l’ Autorità per l’ Energia e il Gas ha cercato di riscattarsi dalla sua immagine di istituzione statica e indifferente. La Robin Tax è stata istuita con il Decreto Legge del 25 giugno 2008n. 112, e consiste in una tassa sulla valorizzazione automatica delle scorte petrolifere, in pratica una tassa a carico degli operatori di energia. Dopo quattro anni dall’ entrata in vigore della tassa, l’ Aegg ha avuto fondati sospetti di ritenere che gli operatori del settore scaricavano il costo di questa tassa sugli utenti, quindi in bolletta. E’ del tutto evidente che gli operatori del comparto non hanno digerito una tassa simile nei loro confronti e quidi hanno ben pensato di addebitarla ai consumatori, la stessa Autori tà ha dichiarato che «il monitoraggio svolto per il triennio 20102012 ha evidenziato ancora una volta che una parte dei soggetti vigilati ha adottato politiche di prezzo che generano un incremento dei margini non sufficientemente motivato». Questo non significa che tutti gli operatori hanno applicato il costo della Robin Tax in bolletta, infatti alcuni operatori hanno dimostrato di non averlo fatto, ma sono settantatrè le società che devono ancora far luce su parte del proprio introito. Se dovesse essere accertato l’ addebito illegittimo, questo vorrà dre che ai consumatori e agli utenti sono stati detratti 42,3 milioni di euro. Ma se da una parte l’ Autorità porta avanti l’ indagine dall’ altra (ed è l’ aspetto più singolare della faccenda) non ha alcun potere di sanzionare i comporta menti scorretti, come ribadito anche dal Consiglio di Stato “il suo intervento ha una valenza solo conoscitiva e referente nei confronti del Parlamento”. Di conseguenza, non sono affatto determinati i tempi entro i quali l’ Autorità riuscirà a riscontrare se gli operatori di energia hanno o meno scaricato sugli utenti un ulteriore costo e di conseguenza anche determinare eventuali sanzioni e rimborsi. Le uniche sanzioni che è riuscita ad irrogare finora sono quelle rivolte alle società energetiche che non hanno risposto alle domande di spiegazioni e di documenti. Nel 2013 l’ Autorità dell’ energia ha avviato diciassette procedimenti sanzionatori contro tredici società del settore petrolifero e di quattro del settore luce e gas.
 

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