Bollette del gas più care, ferme quelle della luce
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fonte:
- Corriere Adriatico
ROMA – Mini-stangata in arrivo sul fronte delle bollette del gas: da domani le famiglie pagheranno 31 euro in più l?anno a causa del caro-petrolio. Il portafoglio non sarà però messo ulteriormente alla prova da rincari della luce. L?autorità per l?energia elettrica, infatti, è riuscita a scongiurare aumenti delle tariffe elettriche grazie al recente decreto del Governo di rimodulazione dei rimborsi alle imprese per gli stranded cost che ha consentito all?Authority di evitare un?impennata anche per l?elettricità.
Ma le associazioni dei consumatori non ci stanno, chiedono misure più incisive per contrastare il caro-greggio a partire da un taglio delle accise sui carburanti. E minacciano un ricorso al Tar anche per evitare il prossimo aumento del 3,7%, annunciato oggi, sul gas che scatterà il primo luglio. Anche perchè – spiega il Codacons – già il caro-carburanti dovuto alle impennate del petrolio, costerà alle famiglie 220 euro l?anno.
Dal primo luglio – ha annunciato l?Authority – le bollette del gas saliranno del 3,7%, e cioè di 2,22 centesimi di euro al metro-cubo. Quindi, per una famiglia con consumi medi (1.400 metri cubi l?anno, 116 al mese) questo aumento – spiega nel consueto aggiornamento trimestrale – comporta una ?maggiore spesa di circa 31 euro l?anno?. Principale responsabili del rincaro sono i ?prolungati rialzi del petrolio e degli altri combustibili ai quali è attualmente indicizzato il valore tariffario della materia prima gas?.
Il caro-greggio, invece, non inciderà sulle bollette elettriche. Nonostante ?i forti recenti rialzi dei prodotti petroliferi e dei combustibili utilizzati per la produzione elettrica (+18,6% l?incremento del petrolio rispetto al trimestre precedente) – sottolinea l?Autorità guidata da Alessandro Ortis – per le famiglie la tariffa elettrica del prossimo trimestre resta quella già in vigore, pari a 10,84 centesimi di euro per kWh al netto delle imposte?.
A scongiurare il rincaro dell?elettricità è il decreto ministeriale del 22 giugno scorso (redatto dai ministri dell?Economia e delle Attività Produttive, rispettivamente Domenico Siniscalco e Claudio Scajola), che prevede la diluizione dei rimborsi attraverso un meccanismo che permette all?Authority di avere a disposizione circa 400 milioni di euro da usare per contrastare ed assorbire l?incremento tariffario che sarebbe dovuto scattare per l?incremento del greggio. Il tutto al fine di limitare l?impatto del caro-petrolio sulle bollette elettriche. Pur ammettendo i benefici delle misure studiate dall?esecutivo, i consumatori insorgono alla notizia del nuovo rincaro del gas e chiedono provvedimenti più estesi per contenere il caro-greggio e soprattutto i suoi effetti sui carburanti, che negli ultimi giorni sono tornati a salire toccando nuovi record storici con la verde a 1,26 euro.
Gli aumenti decisi per il gas dall?Autorità sono ?un?ulteriore stangata sulle famiglie già provate dal carovita?, afferma il presidente dell?Adusbef, Elio Lannutti, ribadendo al Governo gli interventi da portare a termine, e cioè ?rimettere in discussione i 4 miliardi di euro incamerati con le accise, la modernizzazione della rete di vendita dei carburanti, l?Iva al 10% invece che al 20% sul gas e la concessione ai grandi supermercati di vendere il carburante, non solo con risparmi minimi di 10 centesimi di euro al litro ma con un?effetto leva sulla concorrenza, che non esiste in questo settore?.
Dello stesso avviso il Codacons, che minacciando di ricorrere al Tar per evitare gli aumenti del gas, stima il caro-carburanti scattato con le impennate del petrolio per le famiglie italiane in una media di 220 euro l?anno.
?L`aumento delle bollette del gas dimostra che in assenza di interventi strutturali non è possibile controllare gli effetti devastanti del galoppante costo del petrolio, che depaupera il potere di acquisto di stipendi e pensioni e mette a dura prova il nostro già vacillante tessuto competitivo industriale?. E? il commento del vice segretario generale dell?Ugl Renata Polverini. Il governo, afferma Polverini, deve ?convocare con immediatezza le parti sociali, nonchè le istituzioni comunali e regionali che possono controllare sul territorio le tariffe da loro amministrate?.
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