17 Settembre 2016

Bollette, dal Tar via libera

Bollette, dal Tar via libera
agli aumenti di luce e gas l’ autorità
per l’ energia deve però preparare in 40 giorni un piano per gli
eventuali rimborsi in caso di definitiva bocciatura dei rialzi

MILANOTornano ad avere validità gli aumenti delle bollette di luce e gas per il trimestre luglio-settembre che erano stati sospesi, quasi due mesi fa, dal Tar della Lombardia su ricorso del Codacons. E ciò per effetto di un’ altra decisione dei giudici amministrativi lombardi che, rimandando ancora una volta il giudizio nel merito ai prossimi mesi, hanno dato per ora l’ ok ai rincari imponendo però all’ Autorità per l’ Energia di preparare un piano per gli eventuali rimborsi ai clienti in caso di bocciatura definitiva degli aggiornamenti al rialzo stabiliti a fine giugno. Lo scorso 20 luglio, il Tar lombardo aveva bloccato in via cautelare gli aumenti scattati il primo luglio, dando ragione all’ associazione dei consumatori che aveva presentato il ricorso a seguito delle speculazioni dei grossisti sul mercato del dispacciamento. Il procedimento era stato, poi, rinviato nel merito ad una camera di consiglio che si è tenuta giovedì. E con l’ ordinanza, depositata ieri, i giudici hanno disposto quella che loro stessi definiscono una «misura cautelare atipica»: da un lato, infatti, stabiliscono che è «impregiudicata l’ efficacia dei provvedimenti impugnati», ossia i rincari del trimestre luglio-settembre tornano ad essere validi; dall’ altro lato, tuttavia, il Tar impone all’ Autorità per l’ Energia di adottare entro 40 giorni «dalla comunicazione o dalla notificazione della presente ordinanza, un apposito provvedimento, ad efficacia subordinata all’ accoglimento del ricorso, con il quale siano predeterminate sin d’ ora le modalità per la liquidazione e corresponsione automatica, senza necessità di apposita richiesta da parte dei clienti finali, dei rimborsi spettanti a questi ultimi in caso di esito favorevole della controversia». Una controversia non ancora definita nel merito e il cui esito, come scrive il collegio, è «incerto». I giudici, tra l’ altro, chiariscono che «a un primo sommario esame» e «in linea di principio» il «prezzo di riferimento per il mercato tutelato» deve «coprire i costi effettivi, tra i quali rientrano quelli connessi al servizio pubblico di dispacciamento». Allo stesso modo, però, si devono «soddisfare le esigenze cautelari rappresentate dai ricorrenti», ossia dall’ associazione dei consumatori.o.
 
 

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