Bollette da “infarto” al barista arriva un conto di 17.642 euro
-
fonte:
- Brescia Oggi
A2A sostituisce il contatore dell’elettricità, e per quasi due anni non invia le bollette. Poi di colpo si accorge dell’errore e invia il conto: 17.642 euro, una cifra da infarto. La disavventura è accaduta a Francesco Salio, proprietario insieme alla moglie (intestataria del contratto di energia elettrica) del bar Viennese di Toscolano Maderno. Il disguido nasce con la sostituzione del contatore nell’ottobre del 2007, quando viene interrotto l’invio delle bollette. A distanza di quasi due anni A2A si accorge dell’errore e pone rimedio: fatturando tutto quello che non era stato fatturato fino all’aprile del 2009. E così invia una prima bolletta da 10.991 euro, a due giorni di distanza ne invia un’altra da 2.196 euro e, altri tre giorni dopo, altre tre bollette da 847, 2.705 e 901 euro per un totale di oltre 17.600 euro. Il caso del signor Salio, che aveva più volte chiesto chiarimenti ad A2a per il mancato invio delle bollette senza avere alcuna risposta, è arrivato sulle scrivanie dei legali del Codacons, l’associazione di tutela dei consumatori, che hanno provveduto a segnalare il problema all’Authority per l’energia. Asmea, la società di vendita di A2A, ha risposto con una lettera datata 27 agosto. Nel documento A2A ammette che a partire dal 13 settembre del 2007 «la fatturazione ha subito una interruzione a seguito di un errore registrato in occasione della sostituzione del misuratore in data 11 ottobre 2007, che ha comportato la mancata acquisizione delle letture e la mancata fatturazione». Proprio per questo, A2A concederà ai proprietari del bar il pagamento dei 17.642 euro in 20 rate da 884,39 euro senza far pagare loro gli interessi. Comunque un bel risparmio, rispetto a un’applicazione rigida delle norme. Comunque una bella botta: 884 euro al mese per le bollette passate, più le bollette future (un bar che normalmente consuma 6 o 700 euro di corrente al mese). Per questo i legali del Codacons tenteranno un’ulteriore dilazione, riservandosi di verificare se i 17 mila euro si riferisacano a un consumo effettivo o stimato. Comunque un incubo.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ENERGIA
