5 Luglio 2002

Bollette da corte europea


PISA ? Stufo di essere vessato dalle tasse si è rivolto alla Corte Europea dei Diritti dell`Uomo, a Strasburgo, per chiedere equità e giustizia. Il protagonista di una vicenda che farà senza dubbio scalpore è Gianfranco Mannini, da sempre al centro del mondo delle rivendicazioni sociali, e attuale presidente provinciale del Codacons (Coordinamento delle associazioni per la tutela dell`ambiente e dei diritti di utenti e consumatori). La vicenda è una di quelle storie che accomunano tutti noi, utenti di servizi indispensabili per la vita quotidiana (acqua, luce, gas) che il cittadino tuttavia non sceglie ma “subisce“. Nel senso che il cittadino, volente o nolente, si ritrova in mano una bolletta con un totale da pagare a cui corrispondono una serie di voci di dettaglio contro cui non può fare opposizione. Almeno fino adesso.
Perché a Gianfranco Mannini l`ultima bolletta dell`Ages, l`azienda pisana del gas, ha fatto scattare la molla della ribellione sociale. Su un consumo di 639 metri cubi di gas metano per un totale di 117,15 euro (circa 343mila vecchie lire), s`è ritrovato una bolletta di oltre 700mila lire comprendente una serie di voci (tasse), che rappresentano il 140 per cento del totale del consumo reale di gas metano.
“Ai tempi del principe, quando i contadini accoglievano il gabelliere con i forconi, si capiva subito di aver superato il limite e si tornava indietro, oggi invece in Italia i cittadini sono costretti a sopportare soprusi indicibili, a pagare le tasse sulle tasse, stando zitti perché si trovano a fronteggiare uno Stato che è figura giuridica e non fisica e contro il quale non possono impugnare i forconi ? si sfoga Mannini ?. Quel 140 per cento di tasse da pagare sui consumi reali è costituito dall`imposta di consumo, dall`addizionale regionale a cui tra breve si aggiungerà anche l`addizionale comunale, da una quota fissa, dall`IVA al 20% e dall`Irpef al 33%. In poche parole un lavoratore dipendente paga l`IVA sui consumi e sulle tasse e poi sul totale paga una terza volta altre tasse con l`Irpef. Credo che si sia superato ogni limite e non mi importa se l`Ages continua a rispondermi che applica la legge. Questa legge è iniqua e questa vessazione davvero esagerata lede uno dei diritti primari dell`uomo che è quello di dare un giusto contributo alle spese collettive pagando le tasse che non dovrebbero mai superare il 50%“.
“In effetti per il gas in Italia si pagano più tasse che nel resto d`Europa ? concorda Paolo Perelli (Federconsumatori) ?, ma c`è un ostacolo da superare: un decreto del `77 che fissa l`IVA al 20% per i consumi promiscui di acqua calda, cucina e riscaldamento. Per ridurre l`IVA al 10% come richiedono giustamente i consumatori ? continua Perelli ? va modificato il decreto. In questo senso la nostra associazione si sta muovendo a livello sia nazionale con l`istituzione di un Comitato ad hoc, sia locale, con un patto parasociale tra la Federconsumatori pisana e l`Ages stessa per chiedere al governo la modifica dell`IVA“.

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