“Bollette, aumenti di 30-35 euro per colpa dei morosi”, il messaggio su Whatsapp è una bufala: ecco cosa sta accadendo
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fonte:
- ilGazzettino.it
Anche a voi è giunto via WhatsApp un messaggio in cui vengono annunciati rincari in bolletta per una cifra compresa tra i 30 e i 35 euro allo scopo di coprire le quote non pagate dai clienti morosi ? Bene, sappiate che si tratta di una bufala che, per essere resa credibile, ha anche citato come fonte Altroconsumo . La stessa associazione di consumatori si è affrettata a smentire tutto , sostenendo di non aver nulla a che fare con chi ha ideato e diffuso quel messaggio diventato virale. La realtà, infatti, è diversa da quanto specificato in quel messaggio: eccocosa sta accadendo e quali sono i possibili scenari futuri. LEGGI ANCHE – Bollette dell’ energia elettrica, il conto di chi evade lo pagheremo noi CIFRE E DATE INVENTATE Il messaggio invitava ad una vera e propria disobbedienza civile : in attesa di una sentenza del Tar, gli utenti venivano inviatati a pagare solo l’ importo di spese fisse e consumi, decurtando in un bollettino postale l’ importo della cifra aggiuntiva, di almeno 30 euro . Si tratta di una vera e propria bufala, perché se è vero che potrebbero arrivare degli aumenti in bolletta per tutti gli utenti, di certo questi non scatteranno dal prossimo mese di aprile e non saranno così alti come viene specificato nel messaggio. COSAÈ ACCADUTO Tutto è nato da una delibera dell’ Autorità per l’ energia elettrica, gas e rifiuti ( Arera ) che, dopo una sentenza del Consiglio di Stato , ha deciso che la cifra stimata di 200 milioni di euro che i clienti morosi non pagano dal gennaio 2016 sarà coperta in parte, per quanto riguarda gli oneri generali di sistema, non dalle aziende fornitrici, bensì dagli utenti . Gli oneri generali di sistema sono una parte delle spese fisse in bolletta, in cui è compresa anche quella più ingente, la A3, relativa al finanziamento per gli incentivi alle fonti rinnovabili. Negli ultimi anni molte delle aziende di energia elettrica più piccole sono fallite proprio a causa dei clienti morosi. Gli oneri che paghiamo in bolletta non finiscono direttamente nelle casse del gestore che ci vende l’ energia, ma vengono girati alle aziende di distribuzione che a loro volta li verseranno alla Cassa per i servizi energetici ambientali ( Csea ) e al Gestore dei servizi energetici ( Gse ). I distributori , però, in caso di bollette non pagate non riescono ad ottenere quei soldi che hanno anticipato ai venditori e questo costringe le aziende a chiudere. L’ Autorità non aveva altra scelta dopo che una sentenza dello scorso anno del Consiglio di Stato, la 2186/2016, aveva annullato una precedente delibera che imponeva la copertura delle cifre non pagate dai morosi ai venditori e non agli utenti finali. Lo stesso principio era stato poi ribadito in altre quattro sentenza dal Tar della Lombardia. LEGGI ANCHE – Bollette luce e gas, Noiconsumatori: “Aumenti a causa dei morosi, non pagate” GLI SCENARI FUTURI Sì, gli utenti in regola vedranno un sovrapprezzo in bolletta in futuro per coprire le quote non pagate dai clienti morosi . Una decisione che può apparire per molti versi ingiusta, ma dettata dalla giurisprudenza amministrativa. Tuttavia l’ Arera ha già garantito che questi rincari saranno molto più bassi dei famigerati 30-35 euro e non saranno introdotti prima di un anno . Inoltre, al momento non è attesa alcuna sentenza del Tar, dal momento che un esposto annunciato dal Codacons non è ancora stato ufficialmente presentato. Un’ altra imprecisione presente in quel messaggio riguarda le modalità di pagamento : essendo inclusi nei costi fissi, i rincari, che comunque, garantisce Arera, saranno irrisori, non saranno decurtabili dall’ importo in bolletta. LEGGI ANCHE – Bollette della luce più alte per pagare i morosi, Noiconsumatori: “Nessuna bufala, c’ è da imbufalirsi” ASSOCONSUMATORI DIVISE La notizia ha diviso e non poco le diverse associazioni dei consumatori. La prima a schierarsi, essendo stata citata come fonte nella bufala inviata su WhatsApp, è stata proprio Altroconsumo , che ha puntualizzato, come già detto, di non aver mai diffuso una simile voce e ha spiegato cosa potrebbe accadere dal prossimo anno. Anche il Codacons , che comunque ha annunciato di voler presentare un esposto al Tar della Lombardia contro il principio di punire i clienti in regola, si è affrettato a smentire la bufala , specificando che date e importi sono completamente inventati. Di diverso avviso, invece, l’ associazione dell’ avvocato napoletano Angelo Pisani, Noiconsumatori , che ha dichiarato:«Vogliono spalmare costi e morosità sui clienti modelli, si parla di bufala ma i rincari sono già reali». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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