5 Febbraio 2022

BOLLETTE: ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI RICORRONO AL TAR CONTRO AUMENTO TARIFFE SCATTATO A GENNAIO

     

    PRESENTATO RICORSO AL TAR DELLA LOMBARDIA PER ANNULLARE ATTI ARERA. INCREMENTI DECISI SULLA BASE DI CRITERI ILLEGITTIMI

    PER COLLETTIVITA’ DANNO FINO A 70 MILIARDI DI EURO NEL 2022. EFFETTI SU PREZZI AL DETTAGLIO DA +1.474 EURO ANNUI A FAMIGLIA

     

    Il Codacons ha presentato un ricorso al Tar della Lombardia (competente per la materia energetica) contro i rincari delle bollette di luce e gas scattati lo scorso 1 gennaio. Un ricorso al quale hanno aderito altre associazioni dei consumatori a partire da Assoutenti, scese in campo per bloccare dinanzi alla giustizia amministrativa i maxi-aumenti delle tariffe che, in base ai calcoli di varie organizzazioni, potrebbe costare alla collettività fino a 70 miliardi di euro a fine 2022.
    Codacons, Assoutenti e le altre associazioni hanno impugnato al Tar le delibere Arera con cui sono stati disposti gli aumenti tariffari di luce e gas per il primo trimestre 2022, perché basate su criteri illegittimi che hanno portato al pesante rincaro delle bollette a danno di famiglie e imprese. In particolare con il ricorso si contesta:
    Violazione e falsa applicazione art. 2 L. n. 481/1995. Eccesso di potere per irragionevolezza, contraddittorietà, illogicità manifesta nella determinazione dell’aggiornamento delle componenti della tariffa base, per il trimestre 1° GENNAIO – 31 MARZO 2022: si ritiene che una stima circoscritta ad un solo periodo trimestrale di volta in volta aggiornato, possa comportare una grave lesione dei diritti dei consumatori finali, poiché una previsione su un intervallo di tempo molto ridotto non si presta a fungere di riferimento per la stima dei costi di acquisto che i consumatori dovranno affrontare nel corso dell’anno;

    Carenza di istruttoria e vizio di motivazione, violazione del principio di trasparenza: tanto la delibera 638/2021/R/EE quanto la delibera 637/2021/R/GAS sembrerebbero porsi in palese violazione del principio di trasparenza e pubblicità dell’azione amministrativa, vizio, questo, che andrebbe inevitabilmente ad intrecciarsi con una palese carenza di istruttoria e di motivazione dei provvedimenti impugnati. L’Autorità, infatti, nel testo delle delibere manca di specificare in modo chiaro non solamente la modalità, ma soprattutto le motivazioni (e i conseguenti dati a sostegno delle stesse) che giustificherebbero l’aumento del costo medio di approvvigionamento dell’energia elettrica (pag.6 Delibera 638/2021/R/EEL), ovvero, con riferimento alla delibera di aumento del costo del gas, lo “scenario rialzista” aggravato nel corso dell’ultimo trimestre del 2021 Nel primo caso vengono richiamate solamente delle informazioni pubblicate dalla società Terna, senza però indicare gli elementi identificativi degli atti attraverso cui non è dato comprendere, in assenza dell’indicazione di precisi dati, in che modo l’Autorità sia giunta a determinare tali aumenti, non essendo noti i dati presupposti. Nel secondo, la carenza è ancora più evidente atteso che la previsione “rialzista” dei prezzi del mercato del gas non è suffragata da alcun elemento, neanche per relationem. Tutto ciò risulta ancora più grave se si fa riferimento al principio di trasparenza quale principio guida – irrinunciabile e inviolabile – dell’agire amministrativo.

    Violazione e falsa applicazione art. 23 e 41 co.2 e 3 della costituzione: l’aumento delle tariffe riguarda un servizio pubblico essenziale, come tale è prevista la necessità di assicurare la continuità e la qualità del servizio, la tutela degli utenti e dei consumatori, l’accessibilità delle tariffe. Il prezzo deve essere, dunque, abbordabile per il consumatore finale. Dalla lettura dell’Art. 41 co. 2 e 3 Cost. emerge che l’iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana e la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.

    A giorni il presidente del Tar della Lombardia, Domenico Giordano, convocherà Arera, Governo, Acquirente Unico e le principali società energetiche italiane per acquisire informazioni e decidere in merito al ricorso.
    “Se gli incrementi tariffari sono stati decisi sulla base di criteri illegittimi, le delibere Arera dovranno essere annullate dal Tar, e le società dovranno ricalcolare le fatture da inviare agli utenti – spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi – E’ necessario poi capire se gli acquisti di gas ed elettricità da parte dei grandi operatori energetici siano stati eseguiti a lungo termine, e quindi a condizioni più vantaggiose che avrebbero potuto dimezzare i rincari scattati lo scorso gennaio”.
    “Gli incrementi delle tariffe energetiche che stanno avendo ripercussioni pesantissime per i consumatori, per le imprese e per le attività in ogni settore, determinando un forte rialzo dei prezzi al dettaglio, con l’inflazione che a gennaio è balzata al +4,8% e ricadute per 1.474 euro annui a famiglia in termini di maggiore spesa” – conclude il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi.

     

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