28 Maggio 2015

Bolletta, conguaglio super Tre mesi senza luce e gas

Bolletta, conguaglio super Tre mesi senza luce e gas

 ROVERETO Più di due anni dopo aver cambiato gestore per la fornitura elettrica, un anziano si è visto recapitare una fattura astronomica, e non potendo pagare è rimasto per tre mesi senza luce e gas in casa, per di più nei mesi invernali. L’ uomo, un pensionato di Rovereto, aveva stipulato un contratto che gli era stato proposto dai promotori come molto vantaggioso sui costi. E in effetti il pensionato non ha visto alcuna fattura per tutta la durata del contratto, fino a quando, alle porte dell’ inverno, il gestore non gli ha inviato una richiesta di pagamento di 3.800 euro a titolo di conguaglio. L’ uomo, del tutto incapace di pagare una somma simile a fronte di una pensione assai modesta, si è rivolto all’ ufficio legale del Codacons, che ha subito inviato una richiesta di chiarimento alla compagnia elettrica. La quale però, oltre a non rispondere, ha nel frattempo tagliato il servizio di fornitura all’ utenza dell’ anziano. Il quale è rimasto così per tutto l’ inverno senza luce elettrica né gas, anche perché nel frattempo la Trenta – alla quale l’ utente si era rivolto nel frattempo per cambiare gestore – opponeva delle resistenze alla sigla di un nuovo contratto, in quanto il cliente risultava moroso con l’ attuale gestore. É dovuto anche in questo caso intervenire il Codacons, spiegando che tra il gestore e il cliente era in atto un contenzioso, e che quindi non si trattava, dal punto di vista tecnico, di morosità ma di una diatriba sul pagamento in attesa di chiarire se e quanto fosse dovuto alla compagnia fornitrice. Alla fine l’ ha spuntata il Codacons, convincendo Trenta a stipulare un nuovo contratto di fornitura, grazie al quale il pensionato di Rovereto è riuscito a riallacciare luce e gas . C’ è però una coda quasi grottesca, che fa sorgere ragionevoli perplessità sul tipo di contabilità mantenuto dalla compagnia fornitrice. La quale non ha risposto alle richieste di chiarimento, ma non ha nemmeno emesso un decreto ingiuntivo per esigere il pagamento dei 3.800 euro insoluti. In compenso ha inviato un comunicato in cui la compagnia sui scusa per l’ errore e ammette di aver richiesto 500 euro di troppo sul conguaglio, ma garantendo la restituzione della somma “in compensazione sulla prossima bolletta”. Cosa impossibile, perché il cliente è ormai già passato a Trenta. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 

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