3 Agosto 2016

Bocciata la video-candidatura

Bocciata la video-candidatura
insegnanti: il metodo scelto dal
dirigente dell’ istituto scolastico pier cironi non raccoglie
consensi«si valutino titoli e carriera»l’ insegnante precario

PRATO Ci sono volte in cui la moderna tecnologia non piace. Ne è la riprova la trovata di due presidi, uno di Prato, l’ altra di Pistoia, che nell’ avviso di disponibilità di posti docenti nell’ organico hanno pensato di inserire nelle modalità di presentazione della candidatura anche l’ invio di un video a figura intera. Video, che dovrà durare massimo due minuti, e dove il candidato dovrà presentarsi e illustrare in sintesi il perché della sua candidatura. La cosa non è andata giù al Codacons che ora chiede al Ministero competente di intervenire perché questo eccesso – a suo dire – mortifica gli insegnanti. A quanto pare la normativa del Ministero prevede la possibilità di eventuali colloqui con l’ insegnante da prendere “a chiamata” attraverso skype, questo per facilitare sia il docente sia il preside. La questione invece del video che il professor Alessandro Giorni preside dell’ istituto comprensivo “Pier Cironi” chiede con ripresa a figura intera e nel quale il prof deve presentarsi, ha lasciato basiti anche gli insegnanti. I presidi delle scuole pratesi sentiti non contestano né giudicano la scelta del loro collega ma nessuno di loro ha intenzione di proporre lo stesso metodo. «Per le assunzioni, abbiamo ancora tempo, fino al 18 agosto, essendo una scuola superiore – dice Daniele Santagati preside dell’ istituto alberghiero Datini – Ci stiamo riflettendo ma credo che attuerò i criteri di sempre». Paola Toccafondi preside dell’ istituto Malaparte racconta come per i docenti a chiamata ha chiesto solo l’ invio del curriculum vitae cartaceo. Nient’ altro. Il professor Mario Di Carlo è preside all’ istituto Cicognini – Rodari e provvederà a scegliere i prof così come prevede la norma, nella maniera più tranquilla. «Ovvero con l’ invio del classico curriculum – spiega il dirigente scolastico – Casomai posso poi optare per un colloquio come ho fatto altre volte. Ma tengo a sottolineare che il colloquio non è un interrogatorio per il docente, bensì capire quali sono state le motivazioni che lo hanno spinto a scegliere questa piuttosto che un’ altra scuola. Quindi cosa si aspetta da questo istituto. I colloqui – aggiunge Di Carlo – non sono obbligatori e la normativa prevede la possibilità di farli anche via Skype. Qualora per alcuni docenti dovessi decidere di incontrarli è solo per la valorizzare quella persona che vuole venire ad insegnare qui». «Per la mia scuola – racconta Erminio Serniotti preside del Buzzi – verrà richiesto il curriculum che mette in evidenza i requisiti richiesti. Se farò qualche colloquio? No, visti i tempi stretti sia per me che per i docenti. Siamo in agosto. E poi il colloquio aggiunge poco al curriculum che racconta l’ esperienza dell’ insegnante». La presidente degli istituti Lippi e Don Milani, Sandra Bolognesi, spiega come questo sia stato un anno difficile per i dirigenti scolastici: «Un anno gravoso per le nuove competenze – dice – Sono al lavoro fino al 18 agosto e poi si riparte il 1° settembre. Comprendo le motivazioni di altri colleghi che hanno adottato criteri diversi ma personalmente scelgo il metodo del curriculum cartaceo». Azelio Biagioni.

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