9 Settembre 2003

Bocciata la banconota da un euro contro il caro-prezzi

Bocciata la banconota da un euro contro il caro-prezzi

La polizia annonaria prende le distanze dalla proposta di Marzano di affidare ai vigili il controllo degli aumenti




Milano – «Non è un compito che ci spetta». Il capo della Polizia Annonaria del comune di Bologna Rino Chiarini è categorico. E il coro unanime anche dei sindacati dei vigili: «Effettuare dei controlli sui prezzi, anche se il quadro legislativo fosse modificato appositamente, è un impresa quasi impossibile. Chi stabilirebbe il «prezzo giusto»? In un mercato libero e controllato dall`Unione Europea?».
L`uscita del ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, non convince.
Troppi impedimenti di natura formale e il rischio concreto di una bocciatura da parte di Bruxelles. Anche altri provvedimenti di sostanziale blocco delle tariffe, come quello della Rc auto, sono stati azzerati dall`intervento della commissione europea. Ipotizzare, quindi, che gli agenti dell`Annonaria possano verificare la coerenza dei prezzi di prodotti alimentari e di prima necessità sembra impraticabile.
Quello che sinora gli agenti della Annonaria sono riusciti a fare è intensificare i controlli per verificare l`esposizione dei prezzi dei prodotti: una violazione ancora molto frequente, soprattutto negli esercizi non alimentari. Interventi che i consumatori considerano a questo punto inutili. Le famiglie italiane hanno perso 2880 euro negli ultimi due anni per effetto dell`inflazione, secondo una ricerca condotta da Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc: «La banconota da un euro proposta da Tremonti non è l`antidoto contro il caro prezzi – sostiene Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori – il ministro Marzano invoca i vigili, ma dopo due anni ci vuole ben altro. E` indispensabile intervenire sulle cause e non sugli effetti. Per evitare le speculazioni bisogna ridurre i passaggi tra produttore e venditore al dettaglio».
Le associazioni dei consumatori hanno stilato una serie di richieste che saranno al centro della giornata di sciopero proclamata per il 16 settembre. Accelerare i processi di modernizzazione dei servizi locali (gas, acqua e luce), bonus fiscale di 1500 euro per i redditi sino a 15 mila euro, restituzione piena del fiscal drag a tutti i contribuenti e riduzione dell`Iva sul gas dal 20 al 10%.
Allo sciopero del 16 settembre, la terza protesta dei consumatori promossa dalle associazioni, ieri hanno aderito anche la Cia, la confederazione degli agricoltori, e la Cgil. Ma non passa giorno senza che si moltiplichino gli allarmi. La corsa dei prezzi risulta inarrestabile anche per la casa: una nuova impennata del 4% è prevista entro la fine di quest`anno.
Nei primi sei mesi del 2003 la crescita dei prezzi delle abitazioni era stata del 4,99%: in pratica in soli dodici mesi, da giugno 2002 a giugno 2003, il costo di un appartamento è lievitato mediamente dell`11,92%. Se si amplia lo spettro dell`indagine agli ultimi due anni i risultati sono clamorosi: Firenze (+28,8), Napoli (28,4%), Bari +26,3%, Roma +25,4%, Milano e Verona +24,4%.


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