B.Mps, domani l’ aumento poi una fusione
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fonte:
- Corriere.it
- Milanofinanza.it
18:55 MILANO (MF-DJ)–L’ appuntamento per Banca Montepaschi di Siena e’ per domani, quando l’ assemblea degli azionisti (in terza convocazione) sara’ chiamata ad approvare il bilancio 2014, il rinnovo del Consiglio di Amministrazione e l’ aumento di capitale da 3 miliardi. La banca senese, che ha chiuso l’ esercizio scorso con una maxi perdita di 5,343 miliardi di euro legata alle rettifiche da 7,821 miliardi, sta implementando il capital plan elaborato per colmare il deficit patrimoniale di 2,1 miliardi evidenziato dal Comprehensive Assessment della Bce. In ambienti bancari si ipotizza per la ricapitalizzazione un raggruppamento azionario che potrebbe essere di circa 1 a 50, meno drastico di quello dell’ aumento di capitale da 5 miliardi dell’ anno scorso (1 a 100); mentre per quanto riguarda lo sconto da applicare al Terp (prezzo teorico delle azioni dopo lo stacco del diritto di opzione), le prime indicazioni ruotano intorno al 35,5%, come lo scorso anno. Parte del piano e’ anche una serie di operazioni che non comportino effetti diluitivi per i soci, e questa mattina l’ istituto di Piazza Salimbeni ha annunciato l’ accordo con Poste Italiane per cedere la propria quota del 10,3% in Anima Holding per una somma pari a 215,2 milioni di euro. L’ operazione comportera’ per la banca guidata da Fabrizio Viola un impatto netto positivo di circa 115 mln a conto economico, con un impatto positivo sul Cet1 consolidato pari a circa 20 bps. Anche la controllata del credito al consumo Consum.it era stata messa in vendita, ma l’ operazione, per il momento in stand-by, avrebbe poi perso consistenza a favore di un’ ipotesi di cartolarizzazione di parte del portafoglio dei crediti. A creare ancora qualche problema e’ invece il derivato ‘Alexandria’ acquistato nel 2005 da Dresdner Bank, e ristrutturato nel 2009 con la banca giapponese Nomura per eliminare una perdita potenziale di 220 milioni. Questa operazione e’ oggetto di attenzione da parte della Procura di Siena, dove il processo con rito immediato si e’ concluso in primo grado con la condanna dell’ ex presidente Giuseppe Mussari, l’ ex direttore generale Antonio Vigni e l’ ex responsabile area Finanza Gianluca Baldassarri a tre anni 6 mesi di reclusione. Anche la Procura di Milano due settimane fa ha recapitato un avviso di chiusura indagini con l’ ipotesi di reato di falso in bilancio e manipolazione del mercato agli stessi tre ex manager del Monte e all’ ex Ceo di Nomura, Sadeq Sayeed, all’ ex responsabile delle vendite per l’ Emea di Nomura Raffaele Ricci, oltre che agli stessi due istituti per la legge 231 sulla responsabilita’ amministrativa delle persone giuridiche. Secondo i pm milanesi, che hanno ereditato il fascicolo dai colleghi di Siena, le operazioni di acquisto di Btp non sarebbero mai esistite, ma solo ‘rappresentate’ in bilancio. Ma non solo. La banca ha comunicato che nel 2014 il valore dell’ esposizione nei confronti di Nomura, in relazione al patrimonio di vigilanza, si e’ attestato al 34,68% a livello consolidato e al 35,55% a livello individuale, ovvero oltre il limite regolamentare del 25%. Ed e’ per questo, scrive oggi Repubblica, che Mps starebbe trattando con Nomura per ‘smontare’ il complesso congegno finanziario di derivati, Btp e prestiti con cui nascose 308 mln di perdite 6 anni fa. Secondo stime di esperti riferite dal giornale, chiudere adesso le posizioni Alexandria costerebbe a Mps 850 mln in contanti, con impatto negativo sul conto economico per 400 mln. Ai saldi si arriva cosi’: i 3,05 mld di Btp scadenza 2034 sottostanti l’ asset swap si sono apprezzati per il crollo di rendimenti e spread del Bund, e valgono sui 4 mld. Per contro lo sbilancio delle cedole, per cui Mps paga a Nomura tassi fissi in cambio di variabili indicizzati all’ euribor (schiantato) pesa per circa 1,5 mld per un totale negativo di 500 mln lordi (la meta’, dopo le tasse). Sul lato patrimoniale, eliminando Alexandria, Mps avrebbe una ripresa di capitale da 550 mln, i 441 mln di impatto nel bilancio 2014 piu’ un terzo delle relative imposte anticipate (Dta). Ma i banchieri senesi, prosegue il quotidiano, vogliono pagare molto meno: e’ logico pensare che non accetteranno transazioni distanti da quella con Deutsche Bank, che due anni fa per il simile derivato Santorini riconobbe a Mps il 45% del petitum. Le distanze sui soldi, comunque, sono secondarie, se c’ e’ la volonta’ di accordarsi. Anche perche’ due banche possono colmarle in tanti modi tra finanziamenti, inerbancario, mandati. Intanto domani il Codacons, che partecipera’ all’ assemblea in qualita’ di azionista, ha annunciato che votera’ contro l’ approvazione del bilancio e l’ aumento di capitale. E proprio a causa di “perplessita’ sul modo con cui la banca a tutt’ oggi contabilizza l’ operazione di long term repo con Nomura come titoli di Stato, nonostante la Procura di Milano abbia riconosciuto il 3 aprile scorso che l’ acquisto dei titoli “sarebbe solo avvenuto fittiziamente” e che l’ operazione e’ “sostanzialmente un derivato creditizio del tipo Credit Default Swap”. L’ assemblea di domani sara’ l’ ultima presieduta dal presidente Alessandro Profumo, che ha annunciato l’ intenzione di lasciare l’ incarico dopo l’ aumento di capitale. Chissa’ poi se il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, si ripresentera’ domani dopo la sua apparizione ieri, in prima convocazione, per chiedere “ai compagni del Pd, le cui casse sono piene, di restituire alcuni milioni” e per annunciare che “siamo pronti a occupare la sede di Mps a tutela di socie e lavoratori”. fch [email protected] (fine) MF-DJ NEWS 1518:54 apr 2015.
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