28 Settembre 2013

Blocco Iva, decisione rinviata

Blocco Iva, decisione rinviata

 

ROMA Il temuto aumento dell’ aliquota Iva dal 21 al 22%, che tutte le forze politiche volevano evitare, molto probabilmente arriverà martedì prossimo. È infatti saltato l’ esame da parte del Consiglio dei ministri del decreto che avrebbe sterilizzato l’ aumento per tre mesi, oltre a finanziare per 330 milioni la Cig in deroga. Lo scontro avvenuto in Cdm ha spinto infatti tutti i ministri a convenire sul fatto che non ci fossero le condizioni per varare la manovrina senza prima concludere il chiarimento voluto dal premier Letta. La colpa dell’ affondamento del decreto viene attribuita dal Pd al Pdl, mentre questo specularmente accusa i Democrat. Ma la polemica era già cominciata prima del Consiglio dei ministri a causa delle coperture proposte dal Tesoro, che prevedevano l’ aumento dell’ accisa sulla benzina e l’ incremento al 103% degli acconti Ires e Irap di novembre. Il ministro dell’ Economia, Fabrizio Saccomanni, che aveva portato sul tavolo il decreto con i provvedimenti e le coperture, durante il Cdm si è sfogato spiegando di aver cercato di fare al meglio il proprio dovere di difensore dei conti pubblici. Il decreto «copriva» il mancato incremento dell’ Iva che così non sarebbe scattato l’ 1 ottobre, bensì il primo gennaio 2014. Si veniva così incontro alle richieste delle associazioni dei consumatori e di quelle di commercianti ed artigiani e, a livello politico, di tutte le forze di maggioranza.Le imprese, come ha ricordato il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi sottolineando che lo stop all’ Iva non è la priorità mentre lo è il taglio delle tasse sul lavoro, si sarebbero viste penalizzare dalla coperture finanziarie: aumento degli acconti Ires (al 103%) e Irap di novembre, che darebbero 890 milioni allo Stato. L’ altra copertura si spalmava su tutti, ed è l’ incremento delle accise sui carburanti per 2 centesimi al litro fino a dicembre 2013 e poi fino al 15 febbraio 2015 di 2,5 centesimi. Contro di essa si sono scagliati in molti, dall’ Unione petrolifera al Codacons. Ma al governo servivano il miliardo per lo stop all’ Iva, i 330 milioni per la Cig in deroga, 35 milioni per la social card e altri 120 milioni per compensare i Comuni dal mancato gettito Imu.Giovanni Innamorati.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox