Blocco informatico email e pratiche ferme la Sanità nel caos
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fonte:
- la Repubblica
scontro con l’ ex socio di e-servizi, blackout a oltranza allarme della ragioneria per stipendi e tredicesime
ANTONIO FRASCHILLA Una situazione drammatica, con dipendenti che stazionano nei corridoi senza poter fare nulla e i dirigenti generali che scrivono al governatore Rosario Crocetta lanciando l’ allarme sul rischio «danni per la Regione», soprattutto sul fronte della certificazione della spesa comunitaria. Mandando però le nota via fax. Il blocco informatico di Sicilia e-Servizi a causa dello stop ai server in Valle d’ Aosta rimasti in capo all’ ex socio privato che chiede 114 milioni di euro a Palazzo d’ Orleans, sta mettendo in ginocchio l’ amministrazione. A rischio non solo l’ assistenza sanitaria, con l’ impossibilità di prenotare esami e visite negli ospedali di Palermo, ma anche la certificazione dei fondi europei, il pagamento dei fornitori e lo stipendio e della tredicesima per i 18 mila regionali. Ieri tutti ciondolavano negli uffici senza di fatto poter fare nulla e non per colpa loro. Tra i più allarmati c’ è il dirigente generale della Formazione, Gianni Silvia: «Ho scritto a Crocetta, rischiamo di non certificare 200 milioni di euro del Fondo sociale europeo – dice Silvia – avevo aperto gli uffici anche sabato scorso perché dovevamo certificare la spesa, questo blocco rischia di fare danni enormi». I dipendenti di fatto da due giorni non possono lavorare. Situazione difficile anche alla Ragioneria generale. Qui è andata in tilt la «firma digitale» necessaria ad autorizzare qualsiasi mandato di pagamento: si sono bloccati quindi i trasferimenti ai fornitori ma anche la lavorazione degli stipendi e della tredicesima, che solitamente viene erogata a metà dicembre ma che occorre “lavorare” ben prima. Al dipartimento Territorio e ambiente è stato impossibile concordare le conferenze dei servizi per le autorizzazioni Via-Vas presentate dalle aziende che vogliono realizzare impianti produttivi o allargare i propri, mentre al dipartimento Infrastrutture il dirigente Fulvio Bellomo ha invitato i colleghi ad utilizzare i propri portatili per cercare di andare avanti nella documentazione necessaria a certificare la spesa comunitaria sui mega cantieri aperti, dalla Siracusa-Gela al raddoppio della linea ferroviaria tra Messina e Palermo. Il dirigente delle Attività produttive, Alessandro Ferrara, non ha potuto mandare dei documenti «fondamentali» alle Camere di commercio per la chiusura dell’ esercizio, stesso discorso per «Ircac e Crias» che devono erogare pagamenti alle imprese artigiane e avevano la fila di imprenditori alla porta. Ma c’ è di più: a rischio anche il Patto per lo sviluppo, il piano di finanziamenti da presentare a Renzi entro la prossima settimana. Caos anche ai Beni culturali, con i siti e i telefoni dei musei in tilt. Code e uffici nel panico anche ai Centri per l’ impiego di tutta la Sicilia. Alla Regione da 48 ore non funziona di fatto nulla. Nemmeno la posta, per non parlare di quella certificata: «Impossibile rispondere ad autorità giudiziarie, imprese e presentare ricorsi in appello», dicono da Palazzo d’ Orleans. Una situazione difficilissima che sta creando problemi a tutti i cittadini, con le associazioni dei consumatori che annunciano class action: «Abbiamo presentato un esposto a tutte le procure della Repubblica siciliane, chiedendo di indagare per interruzione di pubblico servizio – dicono dal Codacons – vogliamo capire di chi siano le responsabilità della sospensione di servizi essenziali per i cittadini, e i responsabili saranno chiamati a risarcire gli utenti. Chi infatti in queste ore ha subito conseguenze per il blackout informatico, potrà rivalersi sui colpevoli che saranno individuati dalla magistratura». Al momento non c’ è alcuna soluzione al blocco informatico avviato da Engineering e da e-Servizi Venture che chiedono il pagamento di fatture per 114 milioni di euro che sia la Regione sia la società di Ingroia si rifiutano di riconoscere. Ieri l’ ex pm ha avuto un lungo colloquio con il governatore Rosario Crocetta e presentato una denuncia al procuratore Francesco Lo Voi per «interruzione di pubblico servizio». L’ unico spiraglio che si è aperto è la riattivazione oggi dei servizi sanitari. Per il resto continuerà il blocco completo della Regione: «Finalmente le mie denunce hanno sortito i primi effetti – dice Ingroia – dopo la ferma diffida che gli abbiamo notificato, l’ ex socio privato ha comunicato di essere disponibile a riattivare i servizi informatici per tutti i servizi relativi alla sanità. Evidentemente, però, questo non può bastare perché il problema deve essere risolto una volta per tutte. Non è concepibile che i siciliani vengano sottoposti a simili ricatti e comunque restano i danni che i siciliani hanno subito in questi due giorni. Qualcuno dovrà rispondere per l’ interruzione di un pubblico servizio». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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