23 Luglio 2011

Blocco dei tir, gli autotrasportatori bellunesi insorgono: “Provvedimento inutile e dannoso per l’ economia”

Blocco dei tir, gli autotrasportatori bellunesi insorgono: «Provvedimento inutile e dannoso per l’ economia» 
 

 
Blocco dei tir, gli autotrasportatori bellunesi insorgono: «Provvedimento inutile e dannoso per l’ economia». A scendere in campo è il presidente della Sezione industrie dei trasporti di Confindustria Belluno Dolomiti. «Così non si può andare avanti», sbotta Mauro Formenti. Nel frattempo il divieto alla circolazione per i mezzi pesanti di ieri è saltato a causa della mancata pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto del Ministero delle Infrastrutture. «Oltre alla confusione che si è creata circa la validità o meno del divieto – continua Formenti – pare che a livello nazionale non ci si renda conto di cosa significhi bloccare per altri 5 giorni lavorativi, rispetto a quelli già decisi, gli autocarri in Italia dove le merci praticamente viaggiano quasi esclusivamente su strada». Le altre giornate di blocco, previste a seguito di un ricorso al Tar del Lazio da parte del Codacons, sono: dalle 16 alle 24 del 26 agosto, dalle 16 alle 22 del 2 settembre, dalle 16 alle 22 del 9 settembre e dalle 16 alle 22 del 28 ottobre. «Ma gli ulteriori divieti di circolazione per il trasporto delle merci – dichiara ancora Formenti – non miglioreranno la sicurezza delle strade anzi, determineranno un peggioramento della situazione viaria prima dell’ orario del divieto, ovvero una concentrazione dei trasporti nelle ore di libera circolazione. Quindi, tutta l’ economia nazionale ne risentirà, con la conseguenza di una perdita di competitività all’ intero sistema economico nazionale rispetto alle aziende straniere che hanno maggiori possibilità di consegnare le loro merci visti i minori divieti esistenti». «Esprimo – conclude il presidente provinciale della Sezione industrie dei trasporti – il massimo disappunto, sia per la confusione che si è creata in questi giorni in merito al nuovo decreto, sia per le difficoltà crescenti che gravano su un settore fondamentale ed insostituibile per l’ economia nazionale».

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