21 Agosto 2002

«Blocco dei prezzi o sarà un autunno di fuoco»

«Blocco dei prezzi o sarà un autunno di fuoco»

I consumatori: bollino blu e pubblicità per tutti i negozi che non rincarano

ROMA ? Sarà autunno caldo, anzi caldissimo, se non verrà attuato il blocco dei prezzi dei prodotti di largo consumo, richiesta già avanzata al ministro dell`Economia Tremonti. Lo promette il Codacons, che descrive un «autunno caldo di scioperi e iniziative giudiziarie contro il governo e i commercianti» se non sarà attuato il fermo dei prezzi, attraverso un decreto o un accordo con la categoria dei commercianti. E questo mentre il 4 ottobre prossimo il Tar del Lazio dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato dai consumatori nei mesi scorsi contro i dati Istat sull`inflazione.
Ma le iniziative delle combattive organizzazioni in difesa degli utenti non si fermano qui. Al tavolo del 28 agosto della Confesercenti con i commercianti (l`incontro previsto qualche settimana dopo è stato anticipato vista «l`attuale situazione inflattiva»), i rappresentanti dei consumatori proporranno un listino dei prezzi dei beni, alimentari e non, di più largo consumo. «Tale listino, che fissa un elenco di costi dei prodotti più disparati, ma che interessano le famiglie medie, verrà depositato per poi essere attentamente monitorato da un comitato di controllo al quale parteciperanno le associazioni dei consumatori, nei mesi a seguire, almeno fino a dicembre 2002», spiega Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori che – insieme ad Adoc, Codacons e Adusbef – partecipa all`iniziativa. Gli esercenti virtuosi, quelli cioè che rispetteranno il listino senza penalizzare i clienti con ulteriori rincari, verranno premiati con una sorta di `bollino blu`, e beneficeranno di pubblicità promozionale da parte delle associazioni dei consumatori. Di contro, verranno invece denunciati i comportamenti non corretti dei negozianti `furbì.
Il patto con i negozianti sarà quindi finalizzato ad iniziative e interventi funzionali a calmierare prezzi e tariffe. Ciò a favore dei cittadini e dei consumatori, e anche per rendere «più trasparenti», si spiega in una nota, i rapporti non sempre facili con la categoria dei commercianti. Dopo lo sciopero della spesa attuato il 5 luglio scorso, le organizzazioni dei consumatori non si arrendono e respingono i dati ufficiali sull`andamento del costo della vita, in Italia e in Europa. «La Confesercenti è stata la prima organizzazione del commercio ad aderire alla nostra proposta di incontro – dice Trefiletti – ma siamo ben lieti di allargare anche ad altre, ad esempio la Confcommercio. Siamo convinti che si tratti di un patto che conviene a tutti». Nettamente spaccato, invece, il fronte dei consumatori sull`opportunità o meno di creare un paniere dei prodotti da monitorare, alternativo a quello dell`Istat. «No a surrogati dell`Istat, che non va boicottato ma migliorato» secondo Trefiletti; concorda Carlo Rienzi, presidente Codacons: «L`Istat deve modificare i proprio criteri di rilevazione, ma creare un paniere alternativo a quello dell`istituto nazionale di statistica non dà garanzie di obiettività: sono troppi e troppo delicati gli interessi che si muovono dietro la composizione dei panieri». Di parere contrario le 8 organizzazioni che collaborato alla creazione di un osservatorio sui prezzi con l`Eurispes: Adiconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Lega consumatori, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori. «Intendiamo dare vita a un paniera più vasto, capillare, e più realistico di quello dell`Istat» afferma Vincenzo Dona.

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