9 Aprile 2017

Bloccati a 20 metri di altezza su montagne russe

Bloccati a 20 metri di altezza su montagne russe

a gardaland manca l’ energia elettrica e tutto si ferma: adrenalina e paura per i visitatori
MICHELE GALVAN VERONA. Adrenalina e paura ieri per i visitatori di Gardaland, a causa di un blackout elettrico che ha paralizzato le giostre del grande parco veronese nel giorno di apertura stagionale – lasciando alcune persone ferme a 20 metri da terra sui seggiolini delle attrazioni. Le squadre di soccorso sono intervenute subito e, a parte il “Sequoia Adventure”, una delle montagne russe più avventurose, le altre attrazioni non avevano persone o hanno potuto portare a termine la corsa. Se l’ è vista brutta, invece, una famiglia di turisti israeliani – padre, madre e due figli adolescenti – che si trovava su un vagoncino del “Sequoia”, quasi al termine della rampa di salita. Sono rimasti lì fermi, a quasi 20 metri d’ altezza, con il cielo davanti, e il vuoto sotto. I quattro, spaventati, sono stati raggiunti dai “vigili” interni del parco, con la scala di sicurezza, e portati a terra in una ventina di minuti. «Proprio una bella giornata», ha scherzato la ragazzina, una 15enne. Intanto il blackout si spandeva a macchia d’ olio, fermando tutto: montagne russe, taz ze rotanti, attrazioni varie e punti di ristoro. Una disdetta sul piano dell’ immagine, dato che i vertici del parco – che ha registrato 3 milioni di ospiti l’ anno scorso- e di Merlin Enterteinments, gruppo proprietario della struttura, stavano presentando le novità della stagione 2017. Tra queste “Shaman”, la nuova super -montagna russa da 5 milioni di euro con tanto di realtà virtuale. E anche qui si era capito che la stagione non partiva col piede giusto: funzionava la giostra, non funzionavo, per un problema tecnico, gli schermi in 3D. Il blackout generale però, con il par co pieno fin dal mattino, non era prevedibile. Un inconveniente grave – il Codacons ha chiesto alla Procura di Verona di aprire un’ inchiesta – che fortunatamente non ha avuto conseguenze serie. I generatori – ha spiegato l’ ad Aldo Maria Vigevani – sono immediatamente entrati in funzione ma, per sicurezza, è stato necessario spegnere e poi riavviare le attrazioni per arrivare alla normalizzazione. Le giostre, dopo le verifiche effettuate a vuoto, senza persone a bordo, sono ripartite. La stessa famiglia israeliana bloccata sul “Sequoia” è rimasta a Gardaland, per proseguire la vacanza. «Gardaland è riuscita a fornire adrenalina allo stato puro, non dettata dai salti nel vuoto delle giostre», ha scherzato un gruppo di amici di Mantova. «Nessuno ha preso paura, solo qualche bimbo si è lamentato perché non poteva salire sulle giostre». Poi è iniziata la caccia al “colpevole”. «Un anomalo straordinario sbalzo di energia da parte di Enel» ha sentenziato l’ ad Vigevani sulle prime. Facendo poi marcia indietro: «Lo sbalzo di energia non è da imputare all’ Enel ma ad un guasto sulla rete interna».

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