«Bloccare le tariffe pubbliche è un grave errore»
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fonte:
- La Stampa
«Bloccare le tariffe pubbliche è un grave errore»
Molti no al premier. Fs: 60 milioni di euro in meno dopo lo stop di gennaio
Sul blocco delle tariffe Berlusconi aveva detto: «Stiamo studiando la cosa con Tremonti, vedremo che si può fare». E Tremonti ha detto sì. «Il problema principale è rappresentato dal carovita, ne ho discusso con il premier e ho approvato la sua decisione di bloccare le tariffe pubbliche», ha commentato ieri il ministro dell`Economia. Entusiaste, naturalmente, le organizzazioni dei consumatori: «Bisogna arrivare rapidamente al richiesto incontro con il presidente del Consiglio, per precisare quale tariffe saranno bloccate» ha detto Carlo Rienzi, che presiede il Codacons e in quanto tale parlava anche a nome di Adusbef, Adoc, e Federconsumatori riunite nell`Intesa dei Consumatori. Rienzi indica come obiettivo minimo irrinunciabile il blocco delle tariffe postali e di quelle ferroviarie, l´elettricità, il gas, l´acqua, i farmaci, la telefonia fissa, i giochi (Lotto e lotterie), i pedaggi autostradali e il canone tv. «Ma è ovvio – aggiunge Rienzi – che vanno bloccate anche le tariffe obbligatorie come la Rc Auto, un balzello che ci sta letteralmente massacrando». Battendo sul tasto delle polizze, il presidente di un´altra associazione (Aduc) Vincenzo ha fatto un´ardita proposta: «Per calmierare il settore eliminiamo l`obbligo di assicurazione, così ci sarebbe finalmente «un vero mercato concorrenziale per costi e qualità». Ma la proposta di bloccare le tariffe dei servizi pubblici non piace a tutti. L`economista Giacomo Vaciago (che si può ricondurre all´area dell´Ulivo) la definisce addirittura «esilarante», «una gaffe nazionalpopolare», una dichiarazione «che strappa due applausi a Rimini ma che «non è praticabile». Questo per molti motivi: innanzitutto, «il governo può dare indirizzi alle Autorità di settore, questo è certo». Ma più in generale, è un problema di campo d´azione: «Bisogna smetterla una volta per tutte di pensare che l`inflazione possa essere risolta solo in chiave italiana. Abbiamo firmato un trattato, è compito della Bce stabilire se c`è stata perdita di valore della moneta, ovvero dell`euro, moneta dei dodici Stati, e agire di conseguenza». Anche un altro economista, il pro-rettore della Bocconi Francesco Giavazzi, ha avuto parole dure, affermando che «il congelamento della tariffe pubbliche annunciato da Berlusconi sarebbe un passo indietro rispetto alla politica delle privatizzazioni che si è fatta negli ultimi dieci anni in Europa e in Italia. Per principio, la materia deve essere di competenza delle Autorità indipendenti. Questo vale per l`energia, per le telecomunicazioni e anche per le assicurazioni». Pollice verso al blocco delle tariffe anche da parte dei produttori e distributori di elettricità e di gas. «Non credo che le dichiarazioni del presidente del Consiglio su un possibile blocco delle tariffe riguardino il settore industriale», ha detto Fulvio Vento, presidente della municipalizzata multiservizi romana Acea e anche della Confservizi (che raggruppa oltre millequattrocento aziende di servizi pubblici locali). «Imprese come l`Acea o l`Enel rispondono «alla logica del mercato e della Borsa. Un`eventuale applicazione di queste misure, comunque impraticabili, avrebbe gravi ripercussioni sui bilanci». Infine, Trenitalia valuta che ammonta a circa 45 milioni di euro il mancato incasso per il blocco dell´aumento dei biglietti ferroviari, che avrebbe dovuto scattare a gennaio scorso. La società del gruppo Fs perde infatti oltre 5 milioni di euro al mese dall`inizio dell`anno, quando l`azionista Tesoro disse di no al rincaro del 4,15%. Se Berlusconi realizzasse il blocco delle tariffe nel 2003, la perdita di 5 milioni al mese si prorogherebbe con grave danno per i bilanci, lamenta Trenitalia. Fanno 60 milioni di euro all´anno.
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