5 Marzo 2015

«Bloccare l’accesso della Grandi navi»

«Bloccare l’accesso della Grandi navi»
Il Codacons chiede la regolamentazione e invia una diffida a Comune, Regione e Capitaneria di porto

Prima si individui una via alternativa e poi si pensi ad eseguire la sentenza del Tar che boccia il divieto di ingresso alle navi da crociera superiori alle 96mila tonnellate. Il Codacons prova ad accelerare i tempi sulla questione passaggio grandi navi in Laguna e lo fa inviando una diffida al Comune di Venezia, alla Regione Veneto e alla Capitaneria di Porto, con la quale chiede che venga regolamentato al più presto il divieto di ingresso in laguna per i colossi del mare. Se ciò non verrà fatto in tempi brevi, il Codacons promette una inevitabile azione sul piano legale contro le amministrazioni locali per i danni prodotti all’ ambiente e ai cittadini. «La sentenza del Tar Veneto dello scorso gennaio – spiega l’ associazione nella diffida – ha bocciato l’ ordinanza della Capitaneria di Porto proprio perché non ha previsto delle vie alternative di navigazione, secondo l’ articolo 3 del D.M. 79/2012. Inoltre, secondo i giudici, l’ atto impugnato sarebbe illegittimo anche per carenza di istruttoria e difetto di motivazione poiché assunta senza la previa individuazione e la successiva valutazione di quei rischi ambientali che i divieti di transito, ivi contemplati, avrebbero dovuto contenere». Nella diffida inviata ai tre enti il Codacons sottolinea come sia fondamentale l’ importanza che la limitazione del traffico riveste nei canali della Giudecca e San Marco, al fine di mettere al riparo la salute dei cittadini e dell’ utenza del mare, l’ ambiente marittimo ed atmosferico e la biodiversità, nonché la tutela del patrimonio artistico della città di Venezia. «Per tale motivo si rende necessario a carico della Capitaneria di Porto e delle Amministrazioni competenti l’ individuazione di vie alternative di navigazione, affinché il transito delle grandi navi nel Canale della Giudecca di San Marco a Venezia sia ridotto al minimo, secondo quanto disposto dal D. M. 79/2012 , nonché lo svolgimento di una attività istruttoria idonea alla valutazione del rischio ambientale, tale da poter giustificare la riduzione del traffico nelle aree suddette». Una piccola sveglia, dunque, che non è ancora chiaro a che ora suonerà e per chi. © riproduzione riservata.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this