10 Novembre 2012

Blitz in corsia, arrestati 9 cardiologi

Blitz in corsia, arrestati 9 cardiologi

Pazienti a rischio I malati non venivano informati delle terapie che venivano effettuate che spesso non erano autorizzate da nessun protocollo Nove cardiochirurghi agli arresti perché, oltre a condurre sperimentazioni non autorizzate a insaputa dei pazienti – alcuni sono morti e in almeno due casi ci sono sospetti che la morte possa esser stata causata dalle pratiche contestate – intascavano mazzette sulle forniture, peraltro di materiale scaduto o scadente, da parte di una dozzina di multinazionali del settore, sei delle quali straniere. Queste versavano il compenso sul conto di due Onlus, organizzazioni di volontariato a loro volta non registrate, dunque fittizie, fondate ufficialmente per promuovere studi volti a innovare sulle terapie, in realtà utilizzate per versare denaro in nero, si parla di un importo accertato da un milione di euro, ovviamente senza pagarci le tasse, dato che le somme figuravano come donazioni a enti benemeriti. Tutto per nascondere le tangenti allungate a luminari e docenti universitari, come la professoressa Maria Grazia Modena, ex primario di Cardiologia al Policlinico di Modena, stimatissima e brillante professionista riconosciuta a livello internazionale. Per lei e per altri sette cardiochirurghi dello stesso reparto sono scattati gli arresti domiciliari, mentre la mente della truffa è stata individuata in Giuseppe Sangiorgi, 47 anni, all’ epoca dei fatti responsabile del laboratorio di Emodinamica del Policlinico modenese, attualmente in forza alla cardiologia del policlinico Casilino di Roma, per il quale l’ ordinanza di custodia cautelare ha previsto il carcere. Gli arresti sono stati eseguiti all’ alba di ieri mattina, a coronamento di un’ indagine che prese le mosse da una denuncia del 2011 dell’ associazione «Gli amici del cuore», su modalità non ortodosse nella conduzione di sperimentazioni sui pazienti, che portò in procura la documentazione di numerosi casi di decessi sospetti, rilevati nel quadro dell’ attività del laboratorio di Emodinamica, quello di cui era a capo Sangiorgi. Seguì un’ indagine interna, finché la Regione chiese al Policlinico di prendere provvedimenti urgenti, sospendendo alcune attività di sperimentazione. Successivamente la direzione dell’ ospedale rimosse la Modena dalla direzione della Cardiologia, seguendo in questo la sorte di Sangiorgi. Della vicenda si occupò anche il Codacons, segnalando casi di decessi, complicanze con esiti fortemente invalidanti, impianto su pazienti di stent di dubbia qualità e altro. Di qui nuovi esposti alla Procura di Modena, mentre l’ indagine, condotta dal Nas di Parma, prendeva quota grazie a intercettazioni telefoniche, ambientali e informatiche, oltre che con accertamenti patrimoniali e documentali. Il quadro complessivo, spiegato dai carabinieri del Nas e del comando di Modena, descrive un’ organizzazione su scala internazionale, dato che sei su dodici delle aziende specializzate in dispositivi del genere sono multinazionali straniere con sedi in Polonia, Germania, Irlanda, Belgio e Stati Uniti. In tutto sono indagate 67 persone, fra cui sei manager di ditte, tre straniere, per cui è scattata l’ interdizione a esercitare uffici direttivi. Infine, ancora più severa per gravità, la misura cautelare del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione a carico di dodici aziende, sei delle quali straniere. Cartelle cliniche false interventi non dovuti e ci sarebbero anche alcune morti sospette.

franco giubilei modena

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