15 Gennaio 2005

Blitz in cinque scuole al Da Vinci si fuma

L?ADDIO ALLE SIGARETTE

Blitz in cinque scuole al Da Vinci si fuma

A scuola si continua a fumare: secondo il Codacons la legge contro le sigarette non è servita a dissuadere gli studenti dei licei. È bastato un sopralluogo in cinque istituti superiori per scoprire che nei bagni tutto continua come sempre. I più indisciplinati sono i ragazzi del liceo Da Vinci. Più rispettosi delle nuove norme, invece gli studenti universitari.
Fumo off limits nei pubblici esercizi, la polemica non si placa. Nonostante la legge sia entrata in vigore quasi da una settimana, in città l`attenzione è altissima. Sia da parte delle forze dell`ordine, tenute a compiere i controlli, sia degli stessi consumatori, soprattutto i non fumatori, assolutamente interessati a dar rispettare il divieto. Proprio questi ultimi, con il Codacons, hanno svolto nei giorni scorsi accurate verifiche nelle principali scuole superiori, presso l`università e il tribunale. Risultato delle indagini: gli allievi si concedono ancora beatamente qualche sigaretta nello spacco tra una lezione e l`altra; più ligi alle neoapprovate regole, al contrario, sono apparsi gli studenti universitari, che hanno a dire il vero anche la possibilità di muoversi liberamente nell`ateneo, così come i dipendenti e i frequentatori del Palazzo di giustizia. Cinque le scuole finite nel mirino dei responsabili del Codacons, travestitisi per l`occasione da autentici sceriffi, a cominciare dallo storico Tasso, ma senza escludere il De Sanctis e gli scientifici Da Procida, Da Vinci e Severi. I controlli, inoltre, hanno riguardato anche un istituto privato, il Kennedy dove, però, nessuno è stato trovato con la cicca tra le labbra. La palma degli studenti più indisciplinati va assegnata senz`altro a quelli del Da Vinci, «beccati» a fumare nei corso dei controlli dei consumatori, mentre per gli allievi del Kennedy il problema è stato risolto sul nascere con una simpatica quanto ironica trovata. La direzione, infatti, ha fatto girare per le classi una circolare in cui, oltre a ricordare il divieto che scattava dal 10 gennaio, sottolineava che avrebbe consentito di fumare solo a quegli studenti che avessero portato a scuola un`autorizzazione scritta dei genitori. Non rinunciano alla sigaretta neppure i discenti del Da Procida, che nei bagni si concedono qualche minuto di relax facendo qualche tiro, così come quelli del De Sanctis e del Tasso, legati al tradizionale rituale della sigaretta nello spacco. Uguale è stato l`esito della verifica svolta presso il Severi e il Da Vinci, dove voci di corridoio – è proprio il caso di dire – avevano fatto trapelare che erano stati elevati addirittura due verbali, eventualità, tuttavia, che il preside, Salvatore Cicenia, ha smentito. «Abbiamo fatto un giro delle scuole più rappresentative della città per capire come era stata recepita la legge – spiega Enrico Marchetti, presidente regionale del Codacons – e abbiamo coinvolto nelle nostre indagini anche molti bar, il tribunale e l`università. Il bilancio non è rassicurante, visto che in alcuni istituti superiori si continua a fumare, magari non nei corridoi ma nei luoghi solitamente deputati a questo viziaccio, i bagni. La legge, quindi, non è riuscita a cambiare questa pessima abitudine e spesso questa pratica avviene regolarmente, nonostante la direzione scolastica abbia regolarmente affisso i cartelli obbligatori che vietano il fumo in tutto l`edificio. Sono più rispettosi ai dettami del ministro Sirchia, invece, gli studenti che frequentano la facoltà di Lettere e Filosofia, vuoi per motivi di spazio che per maturità. Presso il Pazzo di giustizia, poi, ci è sembrato tutto a posto».


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