17 Marzo 2018

Blitz Garbage Affair È un coro assordante: «Bianco dimettiti»

Daniele Lo Porto OOO È un coro assordante di «Bianco dimettiti!», ma il sindaco di Catania risponde con una veemente difesa, ricordando alcuni passaggi cronologici. «Ho scritto personalmente alla Procura della Repubblica e all’ Anac già il 20 aprile 2017 e poi il 25 settembre 2017, segnalando l’ evidente anomalia della mancata partecipazione alla gara di alcuna impresa. Ho licenziato e denunciato dipendenti infedeli che non controllavano la qualità dei servizi di pulizia espletati, richiedendo favori. Ho più volte fatto ruotare dirigenti che operavano nel settore, chiamandone uno da Milano previo concorso. Ho chiesto la vigilanza collaborativa all’ Anac, adeguandomi ai loro suggerimenti. Ho manifestato perplessità solo sull’ ipotesi di frazionare la gara in più lotti, per le evidenti difficoltà gestionali conseguenti. Ho chiesto al Conai tra le massime autorità tecniche nel settore, di darci assistenza tecnica per formulare gli elaborati della procedura di gara. Ho preteso che il bando di gara non fosse redatto da un solo soggetto, ma da un gruppo di lavoro. Ho chiesto che dal principio di rotazione non fosse escluso nessuno, trasferendo il personale ad altri servizi; tant’ è che il Fazio, già da alcuni mesi, è stato allontanato dalla responsabilità della esecuzione del contratto», ricorda Enzo Bianco che ringrazia gli investigatori e conferma piena fiducia nei magistrati. «A Catania gli elementi di opacità apparivano così evidenti da spingerci a presentare un’ interrogazione all’ Ars» dice il deputato regionale di 100 Passi Claudio Fava, osservando che: «L’ amministrazione comunale e il sindaco Bianco non possono far finta di nulla mentre uomini di primo piano della macchina comunale finiscono in manette. Se uomini di fiducia del sindaco erano a disposizione, come sostiene la Procura, di illeciti interessi, Bianco deve assumersi le proprie responsabilità. Allo stesso modo tutta la classe politica catanese presente in Consiglio dovrebbe interrogarsi su una evidente omessa vigilanza, con poche e lodevoli eccezioni». «Il sindaco Bianco e l’ assessore D’ Agata – dice Sebastiano Arcidiacono, vice presidente vicario del Consiglio – siano consequenziali e anziché mettere le mani avanti con ricostruzioni poco convincenti, traggano le conclusioni delle loro scelte dissennate e delle omissioni reiterate». «Non è possibile che l’ amministrazione della “presunta legalità” non sapesse a chi conferiva fiducia, incarichi e promo zioni. Le responsabilità e le scelte politiche si intrecciano con quelle amministrative» dice il candidato sindaco Emiliano Abramo. «Da anni denunciamo un sistema di corruttele dietro il business dei rifiuti. Ora basta, la politica si assuma le proprie responsabilità, Bianco tragga le conclusioni del suo fallimentare mandato e si dimetta», dicono i deputati regionali e nazionali del M5S. «Il sindaco deve immediatamente dimettersi. Le ragioni sono sotto gli occhi di tutti e non sarebbe accettabile alcun tentativo di scaricare ad altri responsabilità politiche e amministrative gravi», sostiene Catania Bene Comune, che aggiunge: «Paradossali sono le dichiarazioni di Bianco secondo cui tutto è stato sempre denunciato e nessuna responsabilità politica ha la sua amministrazione. Per cinque anni il sindaco ha avuto accanto, confermato e promosso funzionari da cui adesso tenta di prendere le distanze». «Siamo preoccupati per le possibili ripercussioni che l’ inchiesta su appalti e rifiuti potrebbe avere sui livelli occupazionali e sul decoro della città», dicono Maurizio Attanasio della Cisl e Mauro Torrisi della Fit Cisl. «I lavoratori dell’ Igiene ambientale, spesso in arretrato di mesi con gli stipendi e i cittadini sono le prime vittime di un sistema rifiuti che in città come altrove è colpevolmente inefficiente – affermano i segretari di Uil e Uilt Enza Meli e Salvo Bonaventura, che aggiungono: «Gli enti pubblici alzino la guardia, rafforzino i propri anticorpi contro il malaffare. E magari assicurino ai residenti un servizio degno di questo nome!». «A fronte dell’ enorme quota di esborso di denaro pubblico, al quale ovviamente partecipano i catanesi dice la Cgil – è fondamentale che il cerchio venga chiuso e che tutte le responsabilità vengano agalla. «Se Catania è una delle città dove la percentuale di raccolta differenziata è ai minimi regionali, lo si deve anche a chi ha permesso fino ad oggi tutto questo, girandosi dall’ altra parte», dicono Giovanni Musumeci e Santo Gangemi dell’ Ugl. Per Cittàinieme: «Le accuse di turbativa d’ asta e corruzione sono pesantissime e confermano quanto da sempre ripetiamo: quello dei rifiuti è un mostro che, se non adeguatamente affrontato, rischia di non lasciare immune nessuna amministrazione». Giovanni Petrone, presidente regionale del Codacons annuncia la costituzione di parte civile dell’ associa.

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