30 Maggio 2014

Blitz dei Nas nella rianimazione con vermi e sporco

Blitz dei Nas nella rianimazione con vermi e sporco

TARANTO – Vermi in un bagno, servizi igienici inadeguati, infissi non a norma e macchie di umidità sulle pareti delle stanze di degenza. Questo avrebbero trovato i carabinieri del Nucleo antisofisticazione sanità in alcuni ambienti del reparto di rianimazione dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Il rapporto è diventato poi materia di informativa alla Procura della Repubblica che ha già individuato due indagati. Per il Codacons è sufficiente la notizia, diffusa ieri dopo due settimane dal blitz dei carabinieri, per chiedere la chiusura dell’intero ospedale. «Quanto riscontrato dai Nas presso l’ospedale Santissima Annunziata – afferma Carlo Rienzi, presidente provinciale del comitato di tutela – è assolutamente inquietante e ci si chiede come sia possibile che nel 2014 un nosocomio versi in queste condizioni». Molto diversa la posizione della direzione generale della Asl che cerca di far smontare il caso di presunta malasanità finito sui media nazionali. «Naturalmente siamo stati informati del sopralluogo dei Nas e da ciò che è stato rilevato non ci sembra sia il caso di parlare addirittura di chiusura dell’ospedale», fa sapere una fonte interna alla direzione aziendale. «È stata consegnata ai Nas, a riprova degli interventi strutturali in essere presso il reparto in questione – si legge in una nota Asl – copiosa documentazione probatoria su tutti i lavori in corso (ex ante ed itinere), compreso il progetto della nuova rianimazione».
A provocare la visita dei carabinieri dello speciale nucleo di sanità, è stato il parente di un paziente ricoverato nel reparto in questione il quale si era presentato in caserma con un esposto in cui si denunciavano le precarie situazioni igieniche del reparto.
Ma a lamentarsi della stessa cosa, naturalmente contro il parere dei vertici aziendali, sono anche i dipendenti del reparto che da tempo avrebbero denunciato lo stato di inadeguatezza dei servizi e di alcuni ambienti della terapia intensiva. Anche per questo il Codacons si pone al fianco degli utenti. «Chiediamo alla Regione Puglia e al Ministero della salute – sottolinea il presidente Rienzi – di disporre la chiusura immediata dell’ospedale e il trasferimento dei pazienti lì ricoverati in altre strutture della città. Gli ospedali – aggiunge – dovrebbero garantire il massimo livello di igiene e il rispetto di tutte le norme in fatto di sanità, considerata la vulnerabilità dei degenti e la precarietà del loro stato di salute. Non assicurare condizioni «di degenza ottimali – conclude il Codacons – equivale ad esporli a potenziali rischi. Per tale motivo chiediamo la chiusura del nosocomio almeno fino a quando non sarà garantito il massimo livello di igiene».
Inaugurato nel 1992, il reparto di terapia intensiva che occupa il seminterrato dell’ospedale è stato più volte oggetto di interventi di manutenzione straordinaria. Un piano predisposto dalla direzione tecnica della Asl prevede il suo trasferimento al primo piano del padiglione chirurgico dove è situata la urologia che a sua volta dovrebbe prendere il posto della ex ginecologia e ostetricia.

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