20 Maggio 2017

Blackout a Termini, l’ Italia spaccata a metà

roma, migliaia di passeggeri bloccati per ore in stazione. oltre 70 treni fermi, disagi da firenze a napoli
ROMA. Un attacco terroristico, quello di un hacker, un’ altra bomba di matrice anarchica, come l’ ordigno scoppiato una settimana fa all’ ufficio postale di Testaccio. Ieri, nei primi minuti del blackout che ha bloccato per due ore la stazione Termini, complice un vago odore di fumo, i passeggeri hanno pensato di tutto. Per poi essere rassicurati dai vigili del fuoco, dalle forze dell’ ordine e dal personale di Grandi stazioni: «Calma, si tratta solo di un corto circuito». Intorno alle 19.15 a bloccarsi tra le scintille è stata la centralina che alimenta la corrente della sala di controllo, il cervellone che regola la circolazione dei treni in entrata e in uscita del più importante scalo capitolino. Il guasto ha mandato in tilt il sistema, paralizzato almeno 70 convogli e costretto migliaia di passeggeri a rimanere per ore col naso all’ insù nella speranza che i tabelloni spenti riprendessero vita. Un’ attesa vana, ripagata soltanto dagli annunci degli altoparlanti. Unico strumento utile per muoversi in una stazione gettata nel caos, con i passeggeri pronti a sfogarsi con la prima divisa Fs e a riversare la loro rabbia sui social, pochi minuti dopo le 20.30 hanno iniziato a gracchiare i numeri dei primi treni in condizioni di risvegliarsi dal torpore. Prima un regionale per Formia, poi uno per Civitavecchia. Quindi un Frecciargento diretto verso Nord: Firenze, Bologna, Milano. Per veder muoversi il primo convoglio ad alta velocità – «con prescrizioni», in altre parole più lento del normale – ci sono volute esattamente due ore. Le stesse impiegate da parte dei display di Termini per riprendere vita. Lo stop della stazione centrale si è ovviamente ripercosso anche sugli scali minori: ko Tiburtina e Ostiense e circolazione a singhiozzo anche da Firenze e Napoli verso Roma. Con la sala operativa temporaneamente ko, diversi treni sono stati bloccati lungo il percorso. Il Freciarossa 9651, ad esempio, è rimasto fermo (e carico di passeggeri come ogni venerdì) per oltre un’ ora all’ altezza di Firenze Campo di Marte. Una fermata non prevista dalla tratta, ma comunque alla fine inclusa a forza nel viaggio di centinaia di viaggiatori. «Previsti ritardi di almeno 120 minuti»: quando a bordo è rimbalzato il messaggio diffuso a più riprese anche nella stazione Termini, i passeggeri sono riusciti a scendere in banchina. E lì sono rimasti in attesa di notizie. Scene simili, ma su scala maggiore a Roma. Turisti, intere scolaresche di ritorno a casa dopo una gita tra i monumenti della Città eterna e un esercito di pendolari. Interi plotoni di lavoratori in attesa di tornare a casa, nel Lazio o fuori regione, dopo una settimana di lavoro nella capitale. Qualcuno, dopo aver tentato inutilmente di arrivare in testa alla lunghissima coda che si è subito formata agli sportelli di Fs e Italo, alla fine ha rinunciato. Infuriandosi: «Dovevo tornare a casa a Minturno per il fine settimana – racconta Gabriele Fattori, impiegato di una banca alla periferia nord di Roma – ma ho perso il treno. Ora chiamo i miei e dico che non rientro. Ma come si fa?». Meglio è andata a una classe della Anna Frank di Parma: «Ci hanno trattato benissimo e ci hanno portato l’ acqua – racconta la maestra Cristina Di Patria – e ci hanno detto che il nostro treno sarà uno dei primi a ripartire». Almeno in questo caso, una storia a lieto fine. Una, a fronte di centinaia di passeggeri infuriati, molti già tentati da una class action. In fila per il rimborso ieri, oggi potrebbero decidere di raccogliere l’ appello del Codacons: «I ritardi hanno coinvolto migliaia di passeggeri. Hanno diritto a un indennizzo. Se non ci sarà un risarcimento dei biglietti, ci penseremo noi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA L’ ipotesi di un corto circuito, escluso il rogo doloso. La circolazione è ripresa dopo due ore CODE E PROTESTE Nella foto grande, viaggiatori in attesa dei treni fermi per il blackout. Qui sopra, dall’ alto: i tabelloni elettronici fuori uso; la distribuzione di acqua ai passeggeri bloccati a Termini e le lunghe code fuori dalla stazione per conquistarsi un taxi e tornare a casa.
lorenzo d’ albergo

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