BLACKOUT: SCATTA ALLARME SICCITA` MA GRTN RASSICURA
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fonte:
- Ansa
AFA SPINGE CONDIZIONATORI, CONSUMI SU LIVELLI RECORD
(ANSA) – ROMA, 27 giu – Scatta l`allarme rosso sul fronte
elettrico: la siccità che sta interessando il paese per
l`ondata di caldo, sta riducendo la disponibilità di acqua per
la produzione elettrica. E se non pioverà – lasciano intendere
i tecnici e gli operatori – c`é il rischio del riaffiorare del
fantasma blackout. Ma il Gestore della rete Nazionale di
Trasmissione rassicura: il sistema regge, “é in grado di
garantire adeguati margini di riserva per soddisfare i
consumi“. Esattamente a due anni – era il 26 giugno del 2003 –
da quando l`Italia sperimentò il primo episodio di distacchi
improvvisi con semafori in tilt e milioni di persone alle prese
con gli ascensori bloccati e congelatori fuori uso, torna
comunque l`allerta. Complice la siccità, ma anche il massiccio
ricorso a condizionatori e sistemi di refrigerazione che hanno
visto oggi gli italiani consumare livelli record: la domanda
elettrica ha raggiunto infatti oggi la punta dei record
registrati nel 2004: il 16 dicembre quando il paese chiese
53.600 megawatt di elettricità ed il 23 luglio scorso quando la
domanda si attestò a quota 53.500 mw.
A far scattare l`allarme sono stati i responsabili
dell`idroelettrico dei maggiori operatori. I bacini
idroelettrici delle Alpi sono scesi al 30-40% della loro
capacità, hanno messo in guardia precisando che “come
stabilito dalle norme, stiamo anticipando per gli usi
prioritari, quelli cioé irrigui e di potabilità, tutta l`acqua
che avevamo previsto di rilasciare nell`intera estate“.
“Se non piove – ha spiegato Sergio Adami, responsabile
dell`idroelettrico Enel – anche i bacini di alta quota rischiano
di svuotarsi“ con il rischio che “in caso di incrementi
improvvisi nella richiesta di energia elettrica non potremo far
fronte alle necessità con la più flessibile delle risorse,
quella cioé idroelettrica“ .
Una situazione simile la stanno vivendo tutti gli operatori
idroelettrici, dall`Aem di Milano alla Edison all`Edipower,
riferisce, sottolineando che “per certi versi la situazione è
anche peggiore di quella dell`estate 2003“.
“Siamo già alla crisi a fine giugno, nel bel mezzo della
stagione irrigua che dura fino agli inizi di agosto, mentre nel
2003 la crisi arrivò a fine luglio: se non piove e se ci fosse
una balzo nelle richieste di energia il non poter far conto sui
grandi bacini idroelettrici costituirebbe un serio handicap“.
Ma il rischio siccità non riguarderebbe solo
l`idroelettrico: dagli operatori arriva infatti anche un velato
allarme sul fronte termoelettrico. Le centrali collocate lungo
il Po potrebbero infatti soffrire la mancanza di acqua. Con la
conseguenza che le pompe che pescano l`acqua del fiume per
raffreddare gli impianti (acqua che viene restituita
integralmente una volta esaurita la sua funzione) sono a rischio
fermo “perché invece che acqua stanno per pompare fango. La
grande centrale Enel di Porto Tolle, alla foce del
Po, ha iniziato – ad esempio – a prendere acqua dal mare invece
che dal fiume ed è in quotidiano contatto con il GRTN per
monitorare la situazione.
“Se il prolungarsi della canicola dovesse portare la
temperatura del mare come avvenne nel 2003 oltre i 26 gradi, in
assenza di un decreto ad hoc“, quale quello che due anni fa
permise agli operatori di restituire dopo i raffreddamenti acque
con temperature superiori alle norme, “anche le centrali che si
affacciano sul Tirreno e sull`Adriatico dovrebbero ridurre la
produzione“.
Sulla vicenda, intanto, è intervenuto il presidente onorario
di Legambiente e deputato della Margherita Ermete Realacci
lamentando una politica di contenimento dei consumi “che in
Italia continuano a crescere a ritmi più alti che nel resto
d`Europa e che sono una palla al piede per la nostra
competitività“. I consumatori del Codacons parlano invece
di “solite lobbies“ con il presidente, Carlo Rienzi che punta
il dito sulle “manovre finalizzate a promuovere la
realizzazione di nuove centrali“.(ANSA).
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