28 Giugno 2005

BLACKOUT: SCATTA ALLARME SICCITA` MA GRTN RASSICURA

BLACKOUT: SCATTA ALLARME SICCITA` MA GRTN RASSICURA /ANSA




AFA SPINGE CONDIZIONATORI, CONSUMI SU LIVELLI RECORD








(ANSA) – ROMA, 27 giu – Scatta l`allarme rosso sul fronte

elettrico: la siccità che sta interessando il paese per

l`ondata di caldo, sta riducendo la disponibilità di acqua per

la produzione elettrica. E se non pioverà – lasciano intendere

i tecnici e gli operatori – c`é il rischio del riaffiorare del

fantasma blackout. Ma il Gestore della rete Nazionale di

Trasmissione rassicura: il sistema regge, “é in grado di

garantire adeguati margini di riserva per soddisfare i

consumi“. Esattamente a due anni – era il 26 giugno del 2003 –

da quando l`Italia sperimentò il primo episodio di distacchi

improvvisi con semafori in tilt e milioni di persone alle prese

con gli ascensori bloccati e congelatori fuori uso, torna

comunque l`allerta. Complice la siccità, ma anche il massiccio

ricorso a condizionatori e sistemi di refrigerazione che hanno

visto oggi gli italiani consumare livelli record: la domanda

elettrica ha raggiunto infatti oggi la punta dei record

registrati nel 2004: il 16 dicembre quando il paese chiese

53.600 megawatt di elettricità ed il 23 luglio scorso quando la

domanda si attestò a quota 53.500 mw.

A far scattare l`allarme sono stati i responsabili

dell`idroelettrico dei maggiori operatori. I bacini

idroelettrici delle Alpi sono scesi al 30-40% della loro

capacità, hanno messo in guardia precisando che “come

stabilito dalle norme, stiamo anticipando per gli usi

prioritari, quelli cioé irrigui e di potabilità, tutta l`acqua

che avevamo previsto di rilasciare nell`intera estate“.

“Se non piove – ha spiegato Sergio Adami, responsabile

dell`idroelettrico Enel – anche i bacini di alta quota rischiano

di svuotarsi“ con il rischio che “in caso di incrementi

improvvisi nella richiesta di energia elettrica non potremo far

fronte alle necessità con la più flessibile delle risorse,

quella cioé idroelettrica“ .

Una situazione simile la stanno vivendo tutti gli operatori

idroelettrici, dall`Aem di Milano alla Edison all`Edipower,

riferisce, sottolineando che “per certi versi la situazione è

anche peggiore di quella dell`estate 2003“.

“Siamo già alla crisi a fine giugno, nel bel mezzo della

stagione irrigua che dura fino agli inizi di agosto, mentre nel

2003 la crisi arrivò a fine luglio: se non piove e se ci fosse

una balzo nelle richieste di energia il non poter far conto sui

grandi bacini idroelettrici costituirebbe un serio handicap“.

Ma il rischio siccità non riguarderebbe solo

l`idroelettrico: dagli operatori arriva infatti anche un velato

allarme sul fronte termoelettrico. Le centrali collocate lungo

il Po potrebbero infatti soffrire la mancanza di acqua. Con la

conseguenza che le pompe che pescano l`acqua del fiume per

raffreddare gli impianti (acqua che viene restituita

integralmente una volta esaurita la sua funzione) sono a rischio

fermo “perché invece che acqua stanno per pompare fango. La

grande centrale Enel di Porto Tolle, alla foce del

Po, ha iniziato – ad esempio – a prendere acqua dal mare invece

che dal fiume ed è in quotidiano contatto con il GRTN per

monitorare la situazione.

“Se il prolungarsi della canicola dovesse portare la

temperatura del mare come avvenne nel 2003 oltre i 26 gradi, in

assenza di un decreto ad hoc“, quale quello che due anni fa

permise agli operatori di restituire dopo i raffreddamenti acque

con temperature superiori alle norme, “anche le centrali che si

affacciano sul Tirreno e sull`Adriatico dovrebbero ridurre la

produzione“.

Sulla vicenda, intanto, è intervenuto il presidente onorario

di Legambiente e deputato della Margherita Ermete Realacci

lamentando una politica di contenimento dei consumi “che in

Italia continuano a crescere a ritmi più alti che nel resto

d`Europa e che sono una palla al piede per la nostra

competitività“. I consumatori del Codacons parlano invece

di “solite lobbies“ con il presidente, Carlo Rienzi che punta

il dito sulle “manovre finalizzate a promuovere la

realizzazione di nuove centrali“.(ANSA).

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