Blackout, giornata di caos. Oggi si replica
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Nel Paese 6 milioni di persone sono rimaste senza luce. Ascensori e semafori in tilt
ROMA. Ascensori bloccati, semafori in tilt, centralini dei vigili del fuoco infuocati, molti disagi, qualche situazione di panico ed una pioggia di lamentele, anche e soprattutto per la scarsità e la mancata tempestività di informazione ai cittadini. La cronaca del giorno dell`Italia in blackout che ha visto 6 milioni di utenti rimanere senza luce, inizia di prima mattina: alle prime ore i piani di emergenza sono già sul tavolo delle imprese elettriche pronte a «staccare» a turno agli italiani la fornitura di elettricità.
Come e quando dipende da ogni impresa locale ma il disservizio, per chi l`ha subito, si protrae per almeno un`ora e mezza. E l`emergenza parte alle nove segnando per molti italiani una giornata tutta in salita. Nel vero senso della parola, visto che il primo allarme che arriva è quello relativo agli ascensori. E proprio sotto quell`afa, accusata da più parti essere la causa dell`emergenza, il 5% dell`Italia per la prima volta dal dopoguerra è costretta a fare le scale a piedi, e a rimanere senza il maggiore imputato dell`emergenza, il condizionatore. L`alternativa è rimanere bloccati in ascensore a sorpresa con tanto di «casi» da ricordare, come quello di una signora che ha poi dovuto ricorrere al pronto soccorso per una crisi di panico.
E oggi si ripeterà la stessa esperienza: un altro 5% del fabbisogno rischia di essere messo fuori gioco. Con una magra consolazione: il fermo non dovrebbe necessariamente colpire – secondo i tecnici – gli stessi utenti che sono rimasti ieri senza luce per i distacchi a macchia di leopardo. Le modalità di interruzione dovrebbero essere comunque pressochè le stesse, con l`elettricità interrotta a rotazione oraria a partire dalle nove del mattino. Il piano di emergenza di ieri- e quello che sarà messo in campo oggi – riguarda comunque il primo livello. Le utenze sensibili, ospedali, trasporti e strutture pubbliche, non sono state toccate e non lo saranno oggi. Ma i disagi per tutti gli altri sono stati numerosi: il tilt dei semafori ha creato non pochi problemi alla circolazione. Centinaia, poi, le chiamate ai Vigili del Fuoco da parte di persone intrappolate negli ascensori, alcune delle quali sono state poi portate anche in ospedale in seguito a malesseri imputabili al mix panico-afa.
L`emergenza ha posto sotto l`attenzione di tutti una crisi che appare ormai strutturale: il sistema elettrico è al collasso con un`offerta – tra produzione nazionale e importazioni – non più in grado di assicurare la fornitura alle imprese, ma anche alle famiglie. Tanto che l`unica via – oggi sollecitata da più parti – per affrontare l`emergenza è quella di chiedere alla nazione di usare meno luce. Anche perchè le centrali non bastano e per vederne delle nuove l`appuntamento è rinviato a data da destinarsi.
Sul banco degli impuntati c`è il caldo, che sta spingendo i consumi ai massimi per il forte uso di condizionatori, ventilatori e refrigeratori. Ma ondata eccezionale di afa a parte, il problema sembra più profondo. L`emergenza non è contingente e «si riproporrà» ha infatti detto il ministro Marzano, che ha spiegato come l`unica strada anti-blackout percorribile è quella di «non sprecare elettricità». L`appello è andato così ai cittadini: «Non usate gli elettrodomestici nelle ore critiche, non lasciate le tv in stand-by». Anche perchè il problema è fare nuove centrali «e non posso costruirle io stanotte», ha aggiunto con una battuta ricordando comunque che questo è stato un «problema che ho posto dall`inizio del mio mandato nel Governo. E per il quale sono intervenuto – ha detto in una conferenza stampa – con il decreto sblocca centrali e salva centrali oltre alle norme nel ddl energia che ora diventa ancora più prioritario, da parte del Parlamento, approvare».
Ma sono in molti a puntare il dito su riforme e politiche industriali «fatte male». Ne è convinto il presidente di Confindustria, Antonio D`Amato, che sottolinea come il fermo di ieri «è l`esempio chiaro e palese di come da decenni non sia stata fatta una politica industriale in questo settore». E la Confindustria vuole rimarcare questa posizione preparandosi a chiedere i danni di quanto patito dalla struttura industriale nazionale. «A fronte dei gravi problemi che derivano da una tale gestione della scarsità di offerta di energia elettrica – ha detto il vicepresidente per le Public utilities Giuseppe Prezioso – dobbiamo quantificare i danni che ne possono derivare al sistema delle imprese e laddove si accertino delle eventuali responsabilità in tal senso, valutare l`opportunità di intraprendere azioni legali per il conseguente risarcimento dei danni».
Polemiche prese di posizione anche da altri comparti del mondo produttivo e del commercio, così come dagli ambientalisti e dai partiti di opposizione che hanno criticato l`operato del governo in questo frangente. Numerose anche le proteste da parte di associazioni di consumatori. Prime fra tutte il Codacons che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Milano per interruzione di pubblico servizio e mancanza di preavvisi. Pietro Cavaliere, responsabile milanese di Adiconsum-Cisl, ha parlato di una «situazione al collasso», sottolineando l`esigenza di «investire in nuovi impianti, puntare sulle fonti rinnovabili, educare il cittadino ad un consumo responsabile».
Intanto altri sei milioni di italiani si preparano ad affrontare un`altra giornata nera, con il rischio blackout incombente.
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