Black-out, ecologisti: politiche risparmio sono insufficienti
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fonte:
- Reuters
Dopo che stamane l`Italia ha subito il suo primo black-out elettrico dovuto a mancanza di capacità produttiva dai tempi del 1981, i gruppi ecologisti hanno affermato che sulla penisola manca un piano di risparmio energetico.
E` quanto affermano i comunicati trasmessi oggi dal Wwf italiano e da Legambiente aggiungendo che per evitare il ripetersi del fenomeno bisogna puntare sulla riduzione dei consumi piuttosto che sull`aumento di capacità produttiva.
L`Italia ha una capacità di produzione propria giornaliera di energia elettrica pari a 48.900 megaWatt a cui si aggiungono altri 6.700 Mw di capacità importata, che fanno arrivare la disponibilità massima di energia a 55.600 Mw per coprire il fabbisogno nazionale.
La costruzione di nuove centrali, per compensare le mancate coperture, “non farà altro che peggiorare l`inquinamento e quindi aumentare l`effetto serra e le ondate di caldo“, afferma il Wwf. “L`Italia deve invece avviare un esteso e massiccio programma di risparmio energetico, che coinvolga aziende e cittadini“.
Secondo Legambiente il problema dipende da “una pianificazione inefficace e sull`assenza totale di attenzione alle politiche di risparmio energetico“, e inoltre il gruppo ambientalista accusa: “Non il risparmio e la gestione sostenibile delle risorse sono le priorità, ma la realizzazione di altre centrali“.
Stamani il ministro per le Attività produttive Antonio Marzano aveva affermato che il gap energetico era stato provocato dalle alte temperature di questi giorni unite all`aumento di apparecchiature per il raffreddamento dell`aria e ad un calo contingente, per 800 megaWatt, delle forniture elettriche provenienti dalla Francia.
Secondo Marzano per evitare il ripetersi di episodi come quello di oggi, oltre al risparmio energetico, è necessario anche “un aumento del potere produttivo anche per recuperare i ritardi del passato“.
“Negli ultimi 10 anni non si è costruita una sola centrale“, ha detto oggi Marzano ai giornalisti durante una conferenza stampa. “Constato che la gente, i sindaci vogliono energia elettrica ma si oppongono alla costruzione delle centrali“.
Un altro fronte polemico viene infine aperto dall`associazione per i diritti dei consumatori Codacons secondo cui le interruzioni di energia elettrica devono essere precedute da un “adeguato preavviso“.
Secondo l`organizzazione le normative imporrebbero ai gestori di “non interrompere l`erogazione dell`energia senza prima avvertire i cittadini dei quartieri delle varie città che saranno colpiti“, dice una nota del Codacons.
“Chiunque dunque dovesse subire danni da queste interruzioni non preannunciate potrà rivolgersi al Giudice di Pace … per chiedere i danni“, aggiunge l`associazione.
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