12 Febbraio 2020

Blackout e galleria chiusa, Bolzano paralizzata

doppio guasto all’ alta tensione. gente chiusa negli ascensori. semafori in tilt, auto bloccate
BOLZANO Quella di ieri è stata una giornata campale per tutti. Bolzanini, Polizia municipale e Vigili del fuoco. La città, infatti, è andata letteralmente in tilt a causa di un «mix letale» di eventi straordinari: un doppio blackout dovuto a un guasto alla linea dell’ alta tensione (con 50 interventi, solo nel capoluogo, per liberare le persone rimaste bloccate negli ascensori), e la chiusura della statale 12 fino alle 16.40 per completare la messa in sicurezza della parete pericolante (operazione che avrebbe dovuto concludersi con lo spettacolare brillamento di domenica e che invece si protrarrà almeno fino alle 13 di oggi). Verso le 11.30 la corrente è mancata in tutta la città, così come in alcune zone della Bassa Atesina, di Merano e della val Venosta. Nel capoluogo è stato il caos, fra semafori lampeggianti (specie su viale Druso, anche se, fanno sapere dalla Municipale, «per poco») e sistemi d’ allarme che suonavano. La situazione è tornata alla normalità verso le 12.30. Intanto Terna, l’ operatore nazionale che gestisce la linea dell’ alta tensione anche in Alto Adige, sta effettuando gli accertamenti per risalire alle cause del blackout, legate, probabilmente, al forte vento che potrebbe aver piegato (o divelto) una pianta che, toccando la linea dell’ alta tensione all’ altezza di San Floriano (Egna), l’ avrebbe interrotta. Ma, in condizioni normali, il blackout non si sarebbe verificato: il problema è dovuto al fatto che la seconda linea (quella «d’ emergenza») era stata interrotta per interventi di manutenzione straordinaria all’ altezza di Naturno. Codacons interviene a gamba tesa in difesa dei consumatori, chiedendo «indennizzi in bolletta, proporzionali alla durata delle interruzioni del servizio». La scoperta di una crepa, lungo la parete del Virgolo che si affaccia sulla statale 12, e di conseguenza del fatto che una roccia di porfido da 800 tonnellate rischiava finire sulla carreggiata, aveva portato gli esperti dell’ Ufficio geologia della Provincia a elaborare un rapido piano d’ azione. Venerdì e sabato, tecnici e operai avevano «imbrigliato» la parete e piazzato 60 chili di cariche esplosive per polverizzare il masso. Cariche fatte saltare alle 12.14 di lunedì. Poi l’ amara sorpresa: la scoperta dell’ esistenza di altri massi pericolanti. Per farli cadere a valle, e per consentire di completare le operazioni di messa in sicurezza e di pulizia della parete dopo l’ esplosione, era stata disposta la chiusura della strada (tra la galleria del Virgolo e ponte Campiglio) fino alle 17.30 di ieri. Anticipata quasi di un’ ora (alle 16.40), ma con l’ annuncio di nuove chiusure oggi dalle 9 alle 13 («con la chiusura di una delle rampe d’ accesso alla statale – spiegano dalla Municipale – ma la galleria che rimarrà aperta, con entrambi i sensi di marcia garantiti») e l’ annuncio, da parte del Comune, di possibili chiusure temporanee anche nei prossimi giorni, per consentire l’ installazione di una nuova barriera paramassi e il ripristino di un faro dell’ illuminazione, spostato venerdì.

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