21 Febbraio 2019

Black Job: ultimate le richieste di prova Regione parte civile e Codacons escluso

Si è celebrata ieri la prima udienza del processo nato dall’ inchiesta “Black Job” sui presunti casi di corruzione, soppressione e falsità ideologica di atti pubblici (questi i capi d’ imputazione a vario titolo contestati) perpetrati ai danni dell’ Itl di Catania, (l’ ispettorato territoriale del Lavoro). L’ operazione venne eseguita nei primi giorni del maggio scorso dalla Guardia di finanza, con il coordinamento della Procura. Ieri i giudici della terza sezione penale del Tribunale (presidente Maria Pia Urso) hanno ammesso parte civile la Regione Siciliana. Accogliendo la richiesta dell’ avvocato Giuseppe Lo Faro, che assiste Salvatore Calderaro, hanno invece estromesso la richiesta di costituzione del Codacons. Nel corso dell’ udienza le parti hanno presentato ai giudici le richieste di prova, testimoniali, documentali e dichiarative. I giudici scioglieranno le eventuali riserve sulle richieste, nella prossima udienza fissata per il 2 Aprile prossimo. In quell’ udienza previsto, tra l’ altro, l’ esame del primo testimone della fase istruttoria che sarà uno degli investigatori di polizia giudiziaria della Guardia di finanza che ha svolto le indagini. Verranno inoltre nominati i periti per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche e ambientali.Imputati cosiddetti principali sono Franco Amich, all’ epoca direttore dell’ Itl, la responsabile dell’ ufficio legale dello stesso ente, Maria Rosa Trovato e l’ ex deputato regionale Marco Lucio Forzese. Oltre a loro anche l’ ex consigliere comunale di Catania, Antonino Nicotra, al quale è poi stato contestato solo l’ abuso d’ ufficio, il direttore sanitario dell’ Asp di Catania Franco Luca, Ignazio Maugeri, rappresentante legale dell’ Enaip, Giovanni Patti, Anna Maria Catanzaro e Giovanni Franceschino. Ha scelto il rito abbreviato Orazio Emmanuele, rappresentante legale di alcuni stabilimenti balneari a Giarre. Al centro dell’ inchiesta la scomparsa di fascicoli, l’ annullamento richieste di sanzioni o le rateizzazioni al minino concesse, secondo l’ accusa, in cambio non di soldi ma di favori. Tra questi, voti elettorali dagli imprenditori aiutati e un soccorso politico alla Regione per ottenere promozioni o assunzioni in strutture pubbliche.Or. Prov.

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