24 Novembre 2020

Black Friday, caccia partita E i negozi sfidano i giganti: «Sconti e servizi, meglio qui»

Venerdì nero sì, ma per il commercio di vicinato. E, di riflesso, per la vita delle città, in cui i negozi rappresentano baluardo di benessere diffuso ma anche di socialità, nonché presidio di sicurezza. Così parte l’appello di Confesercenti e Confcommercio ai salentini – “comprate nei negozi di fiducia” – alla vigilia del Black Friday. Durante il quale, secondo il Codacons, 25 milioni di italiani faranno acquisti: il 47% in più dello scorso anno, con un giro d’affari di oltre 2,5 miliardi di euro, il 35% dei regali di Natale acquistato proprio in questi giorni. «Già negli anni scorsi, in condizioni normali, la “battaglia” tra negozi fisici e le grandi piattaforme dell’on era impari; ma quest’anno con le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, abbiamo una situazione di quasi concorrenza sleale», spiega Luigi Muci, presidente provinciale di Confesercenti. «Tutti i settori sono a rischio collasso. L’impossibilità di spostarsi tra Comuni, la paura di uscire da casa, le restrizioni e l’incertezza con cui conviviamo da mesi hanno procurato un crollo dei consumi che si è tradotto in una lenta agonia per i negozi dei nostri paesi». Situazione in cui il web, ovviamente, sguazza: almeno in Italia, perché il governo francese ha invece deciso di rinviare il BF di casa al 4 dicembre. Confesercenti nazionale ha fatto la stessa richiesta al governo italiano, ma quanto pare – senza risultati. Così, con i negozi italiani ancora a muovere i primi passi per l’ecommerce sono affari d’oro per le piattaforme online, che godono di trattamento fiscale più favorevole rispetto a quello del negozio fisico e possono quindi fare offerte inarrivabili. Avendo peraltro trasformando l’iniziale appuntamento di un giorno di sconti in settimane e settimane di offerte: ma «ogni acquisto online è una ricchezza che si toglie alla comunità, è un’insegna che si spegne, è un amico o un parente con il lavoro a rischio», conclude Muci. «Noi non chiediamo ai consumatori di rinunciare agli sconti e alle offerte, ma chiediamo di spendere nelle nostre città, e ai negozi di mettersi a disposizione della clientela con consegne a domicilio e tutti i mezzi a disposizione: chi non ha il sito on line può usare i canali social o le app di messaggistica istantanea che tutti abbiamo sui nostri cellulari, che consentono di inviare foto e video». Ci vuole insomma un patto tra i consumatori e il tessuto commerciale delle città, per aiutarsi gli uni con gli altri e mantenere vivi i nostri centri urbani. Lo chiede a gran voce anche Maurizio Maglio, presidente di Confcommercio Lecce, dove da tempo si sta lavorando ad una piattaforma per il commercio che non sarà però pronta per Natale: «La nostra campagna di sensibilizzazione partirà a giorni: inviteremo anche noi i salentini ad acquistare nei negozi sotto casa, non solo per questioni di economia ma anche perché è bene sapere che si rischia una situazione devastante. Pensiamo solo ai negozi di abbigliamento: non una, ma due stagioni saltate, doppia merce sul groppone. Mi rendo conto del fatto che fare clic dal divano è estremamente più semplice, ma qui bisogna anche mettersi una mano sulla coscienza e comprendere che se saltano i negozi saltano anche la ricchezza, la socialità, la tradizione e la sicurezza delle nostre città. E poi oggi, grazie a Dio, siamo tutti attrezzati per prove e consegne a domicilio, tra riders e Whatsapp». E proprio l’applicazione di messaggistica istantanea che è diventata croce e delizia delle nostre (stressantissime) giornate comincia ad essere usata da molti commercianti salentini per ovviare ai problemi del periodo: è il caso di “PJ Collection”, concept store presente in via Templari a Lecce e in via Roma a Maglie: «Noi stiamo utilizzando i nostri social, messaggi e le videochiamate per informare i nostri clienti storici e far esaminare la merce come se fossero in negozio, con l’aiuto delle nostre commesse», racconta uno dei soci, Pasquale Madaro. «Poi, se uno decide di acquistare l’oggetto viene a ritirarlo in negozio. Stiamo però cercando di organizzarci anche con le consegne a domicilio, purché i clienti non si riducano agli acquisti il 23 dicembre».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox