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16 Dicembre 2017

BITCOIN: CODACONS PRESENTA ESPOSTO PER TRUFFA A 104 PROCURE DELLA REPUBBLICA DI TUTTA ITALIA

CRIPTOVALUTA VIOLA NORME NAZIONALI E POTREBBE NASCONDERE FINI ILLECITI COME IL RICICLAGGIO. CHIESTO SEQUESTRO SITI WEB E INTERVENTO ANTITRUST

Dopo l’esplosione del caso BITCOIN il Codacons ha deciso di vederci chiaro e, considerati i rischi di una maxi truffa aggravata a danno della collettività insita nella criptovaluta e le possibili finalità illecite della nuova valuta, ha preparato un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia.
Con tale denuncia il Codacons chiede alla magistratura di aprire indagini sul territorio di propria competenza alla luce di una serie di possibili reati come quello di truffa aggravata e manovre speculative.
Si legge nell’esposto del CODACONS:
“appare necessario, opportuno e doveroso che le intestate, ciascuna per proprio ambito di competenza territoriale, intervengano fattivamente e concretamente sulla notoria questione tornata prepotentemente agli onori della cronaca RELATIVAMENTE ALLA FOLLE CORSA DELLA CRIPTOVALUTA E AL MONDO DELLE MONETE VIRTUALI –  bitcoin, ethereum, litecoin etc  – E SE DIETRO LE FORME DI INVESTIMENTO NELLE CRIPTOVALUTE, NELLO SPECIFICO NEI BITCOIN NON POSSANO CONCRETAMENTE CELARSI SPECULAZIONI E GRANDI RISCHI E SE PIÙ CHE RIVELARSI AFFARI VANTAGGIOSI POSSANO TRASFORMARSI IN VERE E PROPRIE TRUFFE.
Media stampa e siti web sono inondate da notizie che rappresentano e mostrano l’intensificarsi di questa nuova giungla finanziaria all’interno della quale ad oggi tutto potrebbe succedere, con i prezzi che possono andare vorticosamente verso l’alto, com’è successo quest’anno, ma che possono anche crollare spaventosamente com’è successo nel 2014, quando dopo avere superato per la prima volta i mille dollari la quotazione della criptovaluta sarebbe scivolata fin quasi a 200 dollari.
– Il potere del piccolo risparmiatore nel determinare il prezzo sarebbe naturalmente zero in quanto sarebbero i trader sui mercati professionali a dettare le regole e io rischi sembrerebbero veramente molti.
Le monete alternative, come quelle virtuali, non sono legate a Stati e quindi non hanno una convenzione o un corrispettivo sottostante, non vengono garantite da niente e nessuno; né dal gettito fiscale, né dall’oro e neanche dai diritti sui beni.
A DESTARE ALLARMISMO E PREOCCUPAZIONE SU POSSIBILI FENOMENI SPECULATIVI E POSSIBILI TRUFFE SI CELEREBBERO – ALLA LUCE DELLE CARATTERISTICHE ENUNCIATE TIPICHE DEL BITCOIN E DEL BLOCKCHAIN CHE È IL PROTOCOLLO CHE NE RENDE POSSIBILE E SICURO L’utilizzo –  NON SOLO SISTEMI, TRADER E PIATTAFORME NON REGOLARIZZATE E IL PROLIFERARE DI MOLTI SITI CHE PRESENTANO STRATEGIE, TRUCCHI E TOOLS PER GUADAGNARE CON QUESTO STRUMENTO, IN ALCUNI CASI SI TRATTA DI RISORSE INTERESSANTI, IN ALTRI DI VERE E PROPRIE TRUFFE, MA ANCHE IL SERIO RISCHIO CHE TUTTO QUESTO SISTEMA POSSA RIVELARSI UNO STRUMENTO A VANTAGGIO DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA PER NASCONDERE O RICICLARE DENARO”.

Il Codacons ha dunque chiesto  a 104 Procure di verificare e identificare coloro che hanno emesso i Bitcoin sul territorio nazionale, nonché i siti web che presentano strategie, trucchi e tools per guadagnare con questo strumento e tutti coloro che la commercializzano senza fornire adeguate garanzie ed informazioni,  accertando a carico di tutti coloro che risulteranno responsabili, alla luce di quanto esposto, ipotesi di manovre speculative ed ipotesi di truffa e truffa aggravata con grave e diretto danno per tutti gli  azionisti e correntisti, investitori e risparmiatori ed, in caso affermativo, esperire nei confronti di coloro che saranno ritenuti responsabili, l’azione penale.
Infine il Codacons ha chiesto il sequestro di quei siti internet che promettono ai risparmiatori guadagni mirabolanti attraverso i Bitcoin, e l’intervento dell’Antitrust per sanzionare qualsiasi forma di pubblicità ingannevole.

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