11 Aprile 2015

Bisogna spingere l’ acceleratore sulla ricerca scientifica

Bisogna spingere l’ acceleratore sulla ricerca scientifica

>> CONTINUA DALLA PRIMA Non voglio essere l’ ennesimo commissario tecnico che conferma di avere in tasca la soluzione per salvare gli ulivi salentini e debellare un batterio complesso e sconosciuto come la Xylella, l’ invito che faccio, utilizzando, forse impropriamente, le colonne di questo giornale è che tutti facciano un deciso passo indietro e che finalmente si affronti il problema solo ed esclusivamente da un punto di vista tecnico -agronomo. Dobbiamo evitare a tutti i costi che la guerra contro la Xylella, per salvare gli ulivi secolari del nostro Salento, diventi campo di battaglia politica soprattutto perché a breve si vota per le prossime elezioni regionali. Ritengo che con la classe politica che ci ritroviamo, se la Xylella, diventa argomento di “scontro politico -elettorale” otterremo come risultato solo quello di radicalizzare le posizioni, porre ciascuno a difesa del proprio insulso fortino, ed avremo come unica conseguenza quella di perdere definitivamente ogni possibilità di debellare dalle nostre terre il batterio killer degli ulivi. Quando il Procuratore della Repubblica di Lecce afferma che non vi sono certezze scientifiche sostiene, purtroppo, una amara verità. Se ciò è vero, però, sono ancor più i tecnici, gli agronomi, che oggi più che mai devono assumersi la responsabilità di dare risposte su come arginare e sgominare la Xylella o se vogliamo su come evitare la totale eradicazione degli ulivi secolari del Salento. Dinanzi ad un “male indicato come incurabile” ognuno di noi deve pretendere che chi ha incarichi di responsabilità scientifica trovi al più presto la soluzione da un lato per arginare il decorso della malattia e dall’ a l t ro per debellarla. La politica in questi casi non deve parlare, deve solo mettere i tecnici, gli scienziati nelle migliori condizioni di operatività possibile, deve, in una frase, metterci i soldi. Solo spingendo al massimo l’ acceleratore sulla ricerca scientifica, aumentando le verifiche sul campo, formando, aumentando ed impiegando al massimo il personale tecnico/scientifico avremo una qualche possibilità di riuscire a salvare i nostri alberi secolari. Solo pretendendo una ricerca indipendente ed autorevole avremo la possibilità di uscire vincenti da questa guerra. La dichiarazione di stato di emergenza fatta tardivamente dal Governo il 10.02.2015 va in questa direzione, pone finalmente come centrale la questione Xylella a livello nazionale, consente l’ intervento della protezione civile, e allarga le maglie economiche necessarie a combatterla. Adesso però viene il difficile, ogni salentino deve far si che le risorse economiche messe finalmente e tardivamente in campo non finiscano in rivoli clientelari ma siano concretamente dirette al contrasto della Xylella, oggi più che mai però dobbiamo affidarci con serietà e fidarci della serietà dei professionisti del settore chiedendo in cambio soluzioni veloci, efficaci, indipendenti e trasparenti. Alla politica, dobbiamo invece chiedere, per una volta, una azione tesa alla difesa del territorio che ponga i tecnici nelle migliori condizioni possibili sia da un punto di vista organizzativo – operativo sia da un punto di vista di approfondimento scientifico della vicenda, fuori da ogni strumentale polemica elettoralistica. Perché non solo siamo chiamati a risolvere il problema che oggi attanaglia il Salento ma siamo anche chiamati a porre le basi affinché questo stesso problema non si verifichi altrove. (Ufficio legale provinciale del Codacons Lecce)
 

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