21 Maggio 2003

«Bisogna colpire i balordi, non i locali»

Il Codacons sostiene la necessità di intervenire contro chi non rispetta le regole

«Bisogna colpire i balordi, non i locali»

Secondo l`associazione dei consumatori «un centro vitale è anche più sicuro»





Anticipare all`una la chiusura dei locali pubblici? Il Codacons non ci sta. «Si colpiscano i teppisti – sottolinea Piero Mongelli – si allarghino i controlli, si intervenga con decisione contro chi non rispetta le regole del vivere civile ma si mantenga inalterato l`orario di chiusura degli esercizi commerciali».
Secondo l`associazione dei consumatori, dunque, non è un problema di orari ma un problema di civiltà e di controlli efficaci. «Disporre la chiusura anticipata degli esercizi commerciali – aggiunge – cui va il merito di aver fatto rivivere il centro storico, non risolverà il problema dei teppisti, degli schiamazzi e del traffico, in barba alla zona a traffico limitato; e, di certo, non risolverà il problema del sonno e della sicurezza dei residenti». Maggiori controlli, dunque, l`allargamento del servizio di polizia di quartiere anche durante le ore notturne per le zone del centro storico, più fattiva collaborazione tra le forze di polizia e maggiore educazione dei cittadini; e poi – secondo il Codacons – l`eliminazione della vendita di alcolici trenta minuti prima della chiusura degli esercizi: questa è la vera ed unica ricetta se si vuole isolare i facinorosi ed i teppisti.
«Non possiamo permetterci di invitare la gente fuori dalle nostre mura – spiega ancora Mongelli – e non possiamo chiedere ai commercianti di non accogliere clienti se questi vivono e frequentano il centro cittadino. La chiusura alle 2 di notte nacque da una giusta contemperazione dei diritti e delle esigenze di tutti, fu un buon punto di equilibrio che salvava il nostro essere città turistica (dove ci sono giovani e meno giovani) ed il nostro essere città che non vive solo di turismo». Secondo il Codacons, i recenti episodi di delinquenza dimostrano che non bisogna abbassare la guardia, «ma non possiamo, per questo, chiudere il centro e svuotarlo dalla gente e dalle luci, perchè proprio in questo caso la sicurezza dei residenti diverrebbe un problema più serio, come quando il centro storico era morto».

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