27 Novembre 2005

Bionde fuorilegge nei distributori Tabaccai in rivolta

Troppi distributori automatici di sigarette fuori legge. E` questa la denuncia dell`associazione dei consumatori Codacons. E il Carlino si è messo in moto e ha fatto un giro per Rovigo a caccia delle macchinette sotto accusa. Ne abbiamo trovate otto e di queste ben cinque erano in funzione, in pieno pomeriggio, quando invece dovrebbero essere spente per legge dalle 7 alle 21. Un coro di protesta, quello dei tabaccai: “E` un`assurdità“. “La legge che ci impedisce di tenere in funzione i distributori è sbagliata – dice Cesare Munerato, tabaccaio di via Badaloni – Pensavo di aver fatto un investimento comprando la macchinetta, e invece ora dobbiamo tenerla spenta, inutilmente, perchè i minori le sigarette se le fanno comprare dagli amici più grandi“. E anche Manuel Magosso, tabaccaio a San Pio X è sulla stessa linea: “Tenere accesi i distributori solo di notte non risolve il problema: i ragazzi alle 21 sono già in giro e possono comprare le sigarette“. “Io rispetto le regole anche se non le condivido – confessa un`altra tabaccaia, Isabella Migliorini – Non è questo il modo per tutelare i minori e a rimetterci siamo solo noi lavoratori“. Per tutti i tabaccai questa regola è infatti inutile e controproducente perchè “non impedisce ai minori di acquistare le sigarette, ma causa solo uno svantaggio a chi lavora onestamente – afferma Dino Segantin – Ci sono ben altre cose da fare per allontanare i ragazzi dal fumo e anche da alcol e droga“. Spostandosi in Commenda la musica non cambia: “Abbiamo speso molti milioni per comprare il distributore automatico e non poter sfuttarlo mi sembra ingiusto“, sostiene Lara Pelachin. “Per me il distributore sta diventando più una fonte di guai che di guadagno – dice Lorenza Moretto – Oltre a non poterlo accendere devo fare i conti con i danneggiamenti dei vandali. Inoltre, al giorno d`oggi, i ragazzi sono in giro tutte le sere fino a tardi, per cui hanno mille possibilità per comprare le sigarette“. “Questa legge – sostiene Giuseppe Danieli – è ingiusta. Dovremmo essere tutelati, invece le istituzioni prima permettono il commercio delle sigarette, poi rimediano con le frasi allarmanti stampate nei pacchetti e danneggiando i tabaccai“.

    Aree Tematiche:
  • FUMO
Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this