15 Ottobre 2021

Bio-on, 1.100 azionisti come parte civile Terza asta, il prezzo scende a 54,5 milioni

CASTEL  SAN  PIETRO  RICCARDO  ISOLA  Nella  giornata  di  ieri  si  è  tenuta  l’ultima  udienza  per  permettere  ai  risparmiatori  di  potersi  costituire  come  parte  lesa  nella  vicenda  Bio-on  di  Castel  San  Pietro.  All’appello  si  sono  “presentati”  ulteriori  nuovi  300  ex  azionisti  arrivando  in  totale  quota  1.100  unità.  Nell’udienza  si  è  inoltre  stabilito  che  il  processo  ai  danni  dei  vertici  dell’azienda  inizierà  il  dicembre.  Rimane  invece  ancora  aperta  l’asta  per  la  vendita  del  complesso  strutturale  degli  asset  aziendali  che  nel  secondo  appuntamento  è  andata  deserta.  La  vicenda  Un  vero  proprio  terremoto  finanziario,  quello  innescato  dall’ex  start  up  castellana  guidata  da  Marco  Astorri,  visto  che  nel  luglio  di  tre  anni  fa  il  titolo  Bio-on  sfiorava  il  suo  record  di  Bio-on,  1.100  azionisti  come  parte  civile  Terza  asta,  il  prezzo  scende  54,5  milioni  valutazione  di  70  euro  ad  azione,  portando  la  capitalizzazione  alla  cifra  di  1,3  miliardi  di  euro.  Una  performance  che  da  lì  poco  si  è  però  sgretolata  tra-volgendo  centinaia  centinaia  di  persone,  dipendenti  inclusi.  Il  caso  che  ha  travolto  la  società  di  bioplastiche  Bio-on  scoppia,  infatti,  nell’ottobre  del  2019  quando  una  decina  di  persone,  tra  cui  vertici  aziendali,  sono  state  raggiunti  da  misure  cautelari  sequestri,  seguito  degli  accertamenti  effettuati  dalla  Guardia  di  finanza  sulla  società  quotata  sul  mercato  Aim  accusata  di  essere  un  “gigante  dai  piedi  d’argilla”  dal  fondo  americano  Quintessential.  Le  accuse  principali  spaziano  da  bilanci  falsi  ricavi  fittizi  fino  ad  arrivare  alla  falsa  contabilizzazione  delle  licenze.  Terza  asta  il  26  ottobre  Intanto  altro  si  muove  sulla  vicenda.  Dopo  il  nulla  di  fatto  maggio  luglio  scorsi,  adesso  curatori  fallimentari  di  Bio-on  lanciano  la  terza  asta,  prevista  per  il  26  ottobre  prossimo,  per  la  cessione  dell’intero  patrimonio  industriale,  con  una  base  di  partenza  di  fatto  quasi  dimezzata  rispetto  alla  prima  tornata  (95  milioni)  abbassata  di  quasi  20  milioni  di  euro  rispetto  alla  seconda  (era  fissata  72  milioni  di  euro).  Sarà  infatti  di  54,5  milioni  di  euro  la  base  di  partenza  con  offerte  in  aumento  di  almeno  100mila  euro.  Il  termine  per  presentare  le  offerte  è  per  le  12  del  26  ottobre.  Migliaia  gli  azionisti  coinvolti  Tra  chi  è  rimasto  toccato  dallo  scoppio  di  questa  bomba,  poi  costituitosi  parte  civile,ci  sono  centinaia  di  piccoli  risparmiatori  azionisti  italiani  cui  si  aggiungono  anche  nomi  noti  del  mondo  istituzionale  imprenditoriale.  Tra  gli  altri  c’è  anche  la  società  Ima.  Tra  le  associazioni  invece  si  contano:  Adusbef,  Codacons  Presidium  (questa  rappresenta  il  15%  degli  italiani  costituitisi  parte  civile  in  causa),  seguiti  da  Banca  Finnat  Zeropack,  società  che  ha  sviluppato  il  progetto  delle  bioplastiche  con  la  Bio-on.  «Siamo  in  un  momento  fondamentale  per  la  tutela  dei  piccoli  azionisti  – afferma  l’avvocato  di  Presidium,  Giampiero  Falzone  – visto  che  con  l’udienza  di  ieri  siamo  arrivati  ad  avere,  in  totale,  1.100  risparmiatori  costituitisi  parte  civile.  Adesso  aspettiamo  l’inizio  del  processo,  visto  che  le  finestre  per  poter  provare  riottenere  qualcosa  sono  finite.  meglio  – precisa  l’avvocato  – potrebbe  ancora  esserci  qualche  chance  per  risparmiatori  truffati  se  in  fase  di  dibattimento  si  aprisse  un  nuovo  capo  d’imputazione  per  bancarotta»

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox