1 Ottobre 2020

BIMBO SUICIDA A NAPOLI: CODACONS CHIEDE GIRO DI VITE SU SOCIAL NETWORK

     

    ECCO PERCHÈ LA BATTAGLIA PER REGOLE A SOCIAL E INFLUENCER È SACROSANTA

    DA CODACONS E ASSOCIAZIONE UTENTI RADIOTELEVISIVI NASCE DIPARTIMENTO PER LA PROTEZIONE DELL’INFANZIA

    Il caso del bambino suicidatosi ieri a Napoli è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno che da tempo viene denunciato dal Codacons, da psicologi e dagli esperti del settore, i cui allarmi purtroppo sono rimasti inascoltati.
    Se non si impongono regole precise a social network e influencer episodi come quello di Napoli rischiano di ripetersi – spiega il Codacons – Questo perché bambini e giovanissimi passano sempre più tempo online e la loro mente viene fortemente influenzata dai messaggi che ricevono attraverso i social, spesso pericolosi al punto da mettere a rischio la vita umana.
    Le ultime ricerche ci dicono che in Italia l’84% degli under 14 ha un profilo social; di questi l’86% si dice molto influenzato dalle indicazioni che arrivano dai social network. Uno studio condotto dal prof. Giovanni Serpelloni, massimo esperto di neuro-dipendenze , ha rivelato che tra i soggetti più giovani l’utilizzo prolungato e scorretto dei social può provocare disturbi che possono sfociare in vere e proprie patologie: da problemi al sonno a depressione, passando per comportamenti antisociali a disturbi dell’alimentazione, fino ad una vera e propria dipendenza patologica.
    Ecco perché la battaglia per regole più stingenti su web e social network è sacrosanta e doverosa: in tal senso il Codacons, in collaborazione con l’Associazione Utenti Radiotelevisivi e Web, avvia un apposito Dipartimento per la protezione dell’infanzia, il cui scopo è proprio quello di difendere i minori dai pericoli che si nascondono online, e invita i cittadini a segnalare foto e altre storture a danno dei bambini presenti sul web.

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