25 maggio 2018

Bimbo non vaccinato respinto dal preside: caso archiviato

La procura aveva aperto un fascicolo dopo un esposto del Codacons: “Sono state applicate le norme” È stato uno dei primissimi casi in cui a un bambino non vaccinato è stato impedito l’ ingresso a scuola. Era il 4 aprile e a Torre Pellice una bimba di poco meno di tre anni non era stata fatta entrare all’ asilo. La Procura di Torino aveva aperto un’ inchiesta, nel riserbo assoluto. Un fascicolo ” k”, senza indagati e ipotesi di reato, anche perchè l’ attenzione sul tema era alta ed era arrivato un esposto del Codacons in cui si chiedeva di valutare il comportamento della scuola e più in generale di tutti coloro che erano intervenuti per impedire l’ ingresso. L’ indagine aperta da un pm del pool dei reati contro la pubblica amministrazione ha accertato che non ci sono profili penali. Il preside della scuola, i vigili urbani, il Comune e l’ Asl non hanno sbagliato. E così il caso, destinato probabilmente a essere un fascicolo pilota, è stato archiviato. Per la procura, che ha studiato le varie circolari emanate in tema di vaccinazione obbligatoria « non si può configurare alcun illecito. Il presupposto dell’ abuso d’ ufficio è la violazione di una legge o di un regolamenente. Invece, in questo caso, sono state solo applicate circolari attuative che tra l’ altro erano, per loro, anche vincolanti». Ma soprattutto manca anche il ” dolo intenzionale”, ovvero, spiega la procura, «se anche fosse stato considerato illegittimo il comportamento degli operatori, non si può comunque sostenere che ci sia stata l’ intenzione di fare del male a un bambino » impedendogli l’ accesso a scuola. Allo stesso pm era arrivato anche l’ esposto da parte di alcuni consiglieri 5 Stelle che però si incentrava sulla legittimità delle circolari interpretative della Regione Piemonte. Anche in questo caso la procura ha valutato la segnalazione, osservando tuttavia che le decisioni sono state prese a livello ministeriale, e che quelle regionali sono solo attuative di quelle disposizioni. Per questo il pm ha mandato per competenza territoriale l’ esposto a Roma. « Dallo studio delle varie circolari, delle comunicazioni e dei provvedimenti, si evince che sono stati dati diversi mesi di tempo ai genitori per mettersi in regola », se non l’ hanno fatto questo sarebbe frutto di una loro scelta. Nel caso di Torre Pellice, i genitori della bimba avevano spiegato che, pur avendo ricevuto gli inviti alla vaccinazione, avevano cercato un dialogo con l’ Asl To3 per avere dei chiarimenti e credevano che il provvedimento in cui si annunciava di non poter accogliere la piccola all’ asilo fosse sospeso. © RIPRODUZIONE RISERVATA