BIMBO MUORE SCHIACCIATO DA CANCELLO A PIACENZA
BIMBO MUORE SCHIACCIATO DA CANCELLO A PIACENZA
ASTA CON I CANCELLI KILLER: TROPPO FREQUENTI QUESTI INCIDENTI
IL CODACONS DENUNCIA CONTROLLI INESISTENTI E CHIEDE CAMPAGNA INFORMATIVA
Piacenza, bimbo muore schiacciato da un cancello automatico L’incidente mortale in via dell’Industria. Inutile l’intervento dei soccorritori che hanno tentato di rianimarlo
Un bambino è morto schiacciato da un cancello automatico alla periferia di Piacenza. Il Codacons, pur non volendo intervenire nel merito della dinamica dell’incidente, sul quale si pronuncerà la Procura, evidenzia come tragedie di questo tipo non siano isolate o dovute a circostanze fortuite. Sono troppo frequenti, infatti, per poter essere considerate imprevedibili. Non se ne parla solo perché non sempre si hanno conseguenze fatali. La dinamica, nella maggior parte dei casi, è la seguente: il bimbo gioca con il portone che finisce per staccarsi dai cardini.
La ragione dipende dal fatto che a lungo andare i perni si indeboliscono e per questo occorre una costante manutenzione. Il problema è che in Italia in pochi la fanno e si chiamano i tecnici solo dopo che si è verificato un guasto, ossia quando è troppo tardi.
Specie se i manufatti sono pesanti e lunghi occorre affidarsi a professionisti esperti sia per la loro costruzione che per la loro manutenzione. Ad esempio, quando il portone supera un certo peso non bastano più dei cardini fissati al muro con tasselli, ma occorre cementare il tutto. Nel caso di cancelli scorrevoli, poi, le sollecitazioni e le vibrazioni incessanti si ripercuotono sui perni di tenuta verticale e sulle ruote che scorrono nel binario a terra. Se poi le vibrazioni aumentano, perché provocate manualmente da qualcuno, il rischio caduta, in casi di mancata manutenzione, è altissimo.
Il Codacons chiede, quindi, controlli sulla sicurezza dei cancelli, specie se di scuole o strutture aperte a minori di anni 14 ed una campagna pubblicitaria a cura del Governo sulla sicurezza dei bambini. Ricordiamo che per l’Organizzazione Mondiale della Sanità gli incidenti domestici rappresentano nei Paesi sviluppati la prima causa di morte per i bambini.
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