BIMBO MORTO FREDDO: CODACONS, PIANO CONTRO POVERTA’ MINORILE
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fonte:
- Ansa
(ANSA) – ROMA, 11 GEN – Dopo la terribile tragedia di ieri a
Bologna, dove un neonato ha perso la vita a causa delle misere
condizioni di vita, il Codacons e l’Istituto Nazionale per la
salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle
malattie della Povertà (Inmp) rivolgono un appello alle
istituzioni nazionali, affinché venga disposto un piano ad hoc
contro la povertà minorile nel nostro paese.
In Italia – spiegano il Codacons e l’Inmp – i minori poveri
sono ben un milione e 756 mila, ovvero il 22% della popolazione
minorenne. E di questi quasi il 70% risiede al Sud. In
particolare, i dati Istat attestano l’esistenza di 507 mila
bambini poveri tra 0 e 5 anni, 550 mila tra 6 e i 10 anni, 296
mila tra gli 11 e i 13 anni e 403 mila tra i 14 e i 17 anni.
Sono dati allarmanti, che attestano l’enorme numero di bambini
in stato di indigenza, spesso abbandonati dalle loro stesse
famiglie, in una situazione di precarietà che alimenta tragedie
come quella di Bologna.
Un piano contro la povertà minorile, avvertono, avrebbe il
compito non solo di studiare il fenomeno e monitorare la
condizione di vita di questi bambini, ma soprattutto di
individuare idonee misure di contrasto per salvaguardare la loro
salute ed evitare il ripetersi di simili tragedie.
Le malattie correlate alla povertà, spiega il direttore
generale dell’Inmp Aldo Morrone, in particolare quella minorile,
continua a essere concentrata nel sud d’Italia, dove interessa
il 30% delle famiglie; rimane ancora molto alto il rischio di
povertà per le famiglie con figli a carico e per quelle
numerose. "Occorre investire sempre di più sul piano
professionale, strutturale ed economico – aggiunge – per evitare
il diffondersi di malattie in questa fascia giovanile. Sono
stati oltre 10.000 i bambini in condizione di povertà visitati
negli ultimi anni e questa esperienza deve insegnarci una
costante attenzione nei loro confronti".
"L’intervento delle istituzioni nazionali e locali – commenta
Carlo Rienzi del Codacons – deve essere sistematico e costante.
Non è tollerabile ci si accorga dei bambini in stato di povertà
solo quando si verificano decessi". (ANSA).
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