20 Marzo 2013

BIMBO MORTO A SCUOLA A NAPOLI PER BOCCONE MOZZARELLA

    BIMBO MORTO A SCUOLA A NAPOLI PER BOCCONE MOZZARELLA

      IL CODACONS CHIEDE CHE FINE HA FATTO LA CAMPAGNA INFORMATIVA SULLA MANOVRA DI HEIMLICH

     

    GLI INCIDENTI RAPPRESENTANO LA PRIMA CAUSA DI MORTE PER I BAMBINI

    Il bambino morto ieri a  Napoli per un boccone di mozzarella andato di traverso ripropone in tutta la sua drammaticità il problema sollevato nel 2010 dal Codacons di una campagna informativa a cura del Governo sulla manovra di Heimlich e di un corso obbligatorio per insegnanti ed educatori.
    Il Codacons l’aveva chiesto nel maggio del 2010 quando un bimbo di un anno morì soffocato per un boccone di pizza a Milano ed un bimbo di 19 mesi morì in provincia di Frosinone per una caramella.
    L’associazione di consumatori ricorda che ogni anno gli italiani coinvolti nelle loro abitazioni in un incidente domestico sono ben al di sopra di tre milioni. Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, inoltre, questi eventi rappresentano nei Paesi sviluppati la prima causa di morte per i bambini. Dati allarmanti.
    Molti di questi incidenti, però, potrebbero essere prevenuti se solo ci fosse maggiore informazione e si seguissero alcuni accorgimenti. In caso di soffocamento, ad esempio, è indispensabile che i genitori conoscano alcuni semplici cose da fare, come la Manovra di Heimlich (o le altre manovre di disostruzione pediatriche più adatte per i lattanti), purtroppo sconosciuta a mamme, papà, docenti e maestri. Spesso queste nozioni non sono insegnate nemmeno a chi frequenta i corsi pre-parto.
    Per questo il Codacons aveva chiesto e richiede al ministero della Salute una campagna informativa, fatta di opuscoli e spot televisivi, che mostri concretamente che fare in caso di soffocamento, di inserire queste tecniche in modo obbligatorio nei corsi pre-parto ed, infine, chiede al ministero dell’Istruzione e della Salute di organizzare corsi obbligatori per insegnanti ed educatori a tutti i livelli: dagli asili nido all’Università, dalle colonie estive agli oratori.
    In queste circostanze, infatti, intervenire con immediatezza è indispensabile. La sicurezza dei bambini dipende, insomma, da quanto vengono informati e responsabilizzati gli adulti.

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