30 Maggio 2001

Bimbo fa pipì al parco il vigile multa la mamma

Bimbo fa pipì al parco
il vigile multa la mamma


Milano, contravvenzione da 50 mila lire. Il piccolo è in stato di choc

MILANO – «Soddisfare alle naturali occorrenze fuori dagli appositi manufatti» è vietatissimo dall`articolo 74 del regolamento di Polizia Urbana, e non c`è albero che tenga: il vigile può elevare contravvenzione all`incontinente. Ma se a far pipì è un bambino di neanche quattro anni? Peggio per lui, sembra essere la risposta all`insegna della «tolleranza zero» di un vigile urbano milanese. Che ha multato la madre del bimbo per 50mila lire, provocando una specie di choc nel piccolino, che da quel giorno ha ripreso a farsela addosso.

Claudia Napolitano, insegnante di inglese, il 22 maggio doveva far visitare i due figli, Giacomo di 4 anni e Francesco di 6 e mezzo, in centro ortopedico, Un lungo viaggio sui mezzi pubblici, poi il ritorno a casa, vicino a piazza Piemonte.
Giacomo comincia a lamentarsi: «Mi scappa». La mamma lo mette contro un albero dei giardinetti e via. Ma una voce suona severa: «Signora, che fa?». Dialogo al limite del comico: doveva portarlo al bar, gli scappava troppo, eccetera. Presto Claudia si accorge che il vigile fa sul serio, chiede i documenti e comincia a compilare la multa. Giacomo guarda la scena terrorizzato e comincia a frignare: «La multa no, ho paura. Non voglio morire». Si avvicinano i curiosi, altri vigili cercano invano di convincere il collega a lasciar perdere. I toni si esasperano, viene chiamato pure il 113. Francesco, il fratello maggiore, si autodenuncia per solidarietà: «La pipì l`ho fatta anch`io».

Va a finire che il verbale viene elevato. Rabbia nera e senso di impotenza per Claudia, ma chi ci resta peggio è Giacomino. «Da allora piange se vede un vigile – racconta la mamma – e ha ripreso a farsela addosso, perché pensa che la pipì sia una cosa sbagliata». Claudia ci ragiona un po`, poi decide di rivolgersi al Codacons, l`associazione per la tutela dei consumatori, «perché voglio che non capiti più a nessun bambino di essere trattato peggio di un cane».

Marco Donzelli, presidente del Codacons, si muoverà su tre livelli: una denuncia in Procura, la contestazione della contravvenzione e pure un esposto simbolico alla Corte europea per i diritti dell`uomo. «Sembra un episodio minimo, ma è un segno dei tempi – afferma l`avvocato – Il poco rispetto della città per i bambini: con i parchi gioco ridotti male, i giardini invasi dalle cacche dei cani, l`inquinamento che provoca problemi ai bronchi». Ci mancava solo la multa alla pipì. Antonio Chirivì, il comandante della polizia municipale milanese, promette accertamenti ma precisa sin d`ora via fax: «La pipì è stata fatta non in un giardino, ma sul marciapiede».

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