26 Agosto 2015

Bimba uccisa dal cancello a Imola C’ è un indagato per omicidio colposo

Bimba uccisa dal cancello a Imola C’ è un indagato per omicidio colposo
l’ uomo aveva iniziato a montare l’ inferriata. un socio dell’ azienda: i lavori non erano finiti.

C’ è un indagato per la morte di Elena Spisni, la bambina di 6 anni colpita violentemente alla testa da un pesante cancello lunedì pomeriggio a Casola Canina, frazione di Imola: si tratta della persona che ha materialmente installato il cancello, un atto di garanza in vista degli accertamenti tecnici che saranno effettuati per capire se la terribile tragedia poteva in qualche modo essere evitata. Il fascicolo per omicidio colposo è affidato al pm Domenico Ambrosino, che ha disposto l’ autopsia sul corpo della bimba: la grossa inferriata, alta due metri e lunga sei, ha schiacciato la bambina, che si trovava ospite insieme ai genitori nell’ azienda agricola Galassi di via Ferra. La piccola stava giocando insieme a un bambino di 5 anni, figlio di uno dei soci della ditta, che abitano nella tenuta: la persona indagata sarebbe un parente di uno dei titolari. Intorno alle 18.15 i due bambini stavano spingendo il cancello manuale, montato in modo da scorrere su una rotaia, a quanto sembra privo di qualunque meccanismo di blocco a fine corsa. Improvvisamente sono stati colpiti dal cancello «deragliato» e ad avere la peggio è stata la bambina, subito sembrata gravissima. L’ altro ragazzino si è fratturato una gamba ma non è in pericolo di vita: ha ricevuto una prognosi di venti giorni e fino al tardo pomeriggio di ieri era ancora ricoverato all’ ospedale di Imola. È andata peggio all’ altra ferita, immediatamente soccorsa, ma deceduta durante il trasporto con l’ elicottero, gettando nella disperazione i genitori, che in quel momento erano distanti qualche decina di metri dal luogo dell’ incidente. Non ci sarebbero testimoni, a parte l’ altro bambino, di quanto successo in quei brevissimi attimi. I genitori della piccola e gli amici di famiglia hanno immediatamente lanciato l’ allarme. Sul posto sono arrivati i carabinieri della compagnia di Imola, impegnati negli accertamenti: gli investigatori svolgeranno una serie di verifiche sul cancello, per capire come è stato realizzato e montato. Non è escluso che il numero degli indagati possa aumentare. «Lo stavamo ancora montando, è stato messo da noi – spiega Marco Galassi, uno dei soci dell’ azienda -. Abbiamo sentito delle urla e siamo subito corsi a vedere cosa era successo. C’ erano i bambini e abbiamo chiamato i soccorsi». La notizia ha lasciato sotto choc l’ intera comunità: la famiglia della bambina vive nell’ Imolese e aveva deciso di andare a trovare gli amici nella tenuta di campagna per passare un pomeriggio all’ aria aperta. Sull’ episodio è intervenuto anche il Codacons, deciso a chiedere maggiori controlli sulla sicurezza dei cancelli. «Casi come quello di Imola succedono troppo di frequente – scrive in una nota il presidente nazionale Carlo Rienzi – . Non possono essere considerati imprevedibili. Non se ne parla solo perché non ci sono sempre conseguenze fatali». Secondo l’ associazione dei consumatori «la dinamica è sempre la stessa». «I bambini giocano e vengono travolti dai portoni, perché non è stata fatta un’ accurata e costante manutenzione – aggiunge Rienzi -. Si chiamano i tecnici solo dopo il guasto, quando è troppo tardi». Per questo il Codacons chiede «maggiori controlli sulla sicurezza de cancelli soprattutto nelle scuole e nelle strutture aperte ai minori di 14 anni, sarebbe utile anche una campagna pubblicitaria perché certe tragedie accadano più». Mauro Giordano.

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