24 Aprile 2007

Bimba schiacciata da un portone

Bimba schiacciata da un portone

Torino, era in bicicletta e stava giocando col fratellino più grande

TORINO – LA BAMBINA e la sua bicicletta, il portone e i suoi tarli. A Chiara, ma anche agli adulti, ricordava quello dei castelli: circa 6 quintali di legno in apparenza solidissimo, un monumento alla sicurezza di 4 metri per due. Nel gioco delle probabilità la tragedia non era contemplata. A nessuno era venuto in mente che quell`anta monumentale potesse venire giù sotto il peso del tempo. E` successo nell`istante esatto e irripetibile in cui Chiara e la sua bicicletta ci passavano sotto. Lo scarto di un secondo, una pedalata in più o in meno. Le grandi fortune e i drammi irrimediabili abitano lo stesso spazio senza senso. Un attimo prima la piccola di sei anni giocava nel cortile vicino al fratello di otto, un attimo dopo il resto della famiglia guardava atterrita il suo sangue, i cardini sbriciolati, le scarpette turchesi. “Io non capisco come sia potuta morire, tutto questo è assurdo“. Giampaolo Villata, il papà, non si dà pace. Aveva sempre considerato un privilegio far crescere i suoi bambini in un posto così. Cascina La Motta, vicino a Candiolo, è uno dei più grandi poderi agricoli in provincia di Torino, visitata ogni anno da centinaia di persone. I VILLATA abitano in quella che un tempo era la dimora dei mezzadri, un alloggio affacciato su un grande cortile preso in affitto dai fratelli Sella, che mantengono l`antico splendore della casa colonica e ne curano le attività. Ora potrebbero essere i proprietari a rispondere del crollo. “ABBIAMO sentito un boato e lei era là sotto – racconta una zia -. Tutti insieme abbiamo cercato di sollevare il portone, Chiara respirava a fatica“. Le nove di domenica sera. Una telefonata al 118, pianti disperati. I vigili del fuoco illuminano l`area con le torce elettriche, i medici del soccorso urgente seminano guanti e sacchetti di flebo. I GENITORI con la voce da automa si aggrappano a una consolazione: “Ci hanno detto che non può essersi accorta di niente, la nostra bambina non ha sofferto“. Il turchese delle scarpette, il rosso del sangue sulla pietra. Cercano di rianimarla sull`ambulanza del soccorso avanzato ma gli sguardi dei medici rivelano che le possibilità di salvarla sono anche meno di quelle di finire sotto a un cancello secolare. La volata al pronto soccorso del regina Margherita di Torino concede a mamma e papà qualche rimasuglio di speranza ma un`ora dopo è tutto finito, la bambina muore per le conseguenze del grave politrauma. Il portone adesso è sotto sequestro e anche all`altra anta non ci si può avvicinare, perché non sembra in condizioni migliori di quella che ha ucciso Chiara Villata. SECONDO i primi accertamenti il portone sarebbe caduto perché aveva i cardini logorati dall`umidità, è stata aperta un`inchiesta per capire di chi sia la responsabilità della manutenzione. Argomento,questo, che sta molto a cuore al Codacons, da cui parte l`invito a lanciare una campagna pubblicitaria a cura del governo per la sorveglianza di porte e cancelli nelle scuole e nelle strutture aperte ai minori di 14 anni. “Troppo spesso – si legge in una nota del coordinamento delle associazioni per la tutela dei consumatori – si staccano dai cardini e le tragedie non sono un fatto isolato dovuto a circostanze eccezionali“. Oggi Chiara, un anno fa un bimbo schiacciato dal cancello di un agriturismo.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this