17 Settembre 2013

Bimba morta a Tor Vergata, uccisa da un catetere posizionato male

Bimba morta a Tor Vergata, uccisa da un catetere posizionato male

Non è stato un catetere per adulti a provocare la morte della piccola Gloria, la bimba di due anni e mezzo deceduta mercoledì scorso al policlinico di Tor Vergata di Roma. Ne è sicuro il direttore del Policlinico Enrico Bollero: “È stato usato un catetere pediatrico”. Alla base della sospensione dell’ anestesista ci sarebbe un errore umano, l’ uomo avrebbe sbagliato a posizionare il catetere, provocando così l’ emorragia che ha ucciso Gloria. Smentiti i 7 indagati Ma l’ anestesista non è l’ unica persona che potrebbe pagare per la morte della piccola Gloria. Anche se la Procura di Roma, che procede per omicidio colposo, ha smentito di aver indagato sette persone. “Vogliamo chiarezza” Il policlinico, invece, si è affidato a una commissione “di qualificati e riconosciuti professionisti esterni” che si è insediata lunedì. “Da parte mia c’ è la voglia di fare verità assoluta, senza alcun desiderio di coprire nessuno. Tutti i cittadini devono sapere che una struttura si comporta con rigore e trasparenza”, ha spiegato Bollero. L’ aggiornamento precedente Sarebbe stato un catetere per adulti a uccidere Gloria, la bambina di due anni e mezzo morta mercoledì scorso al policlicnico di Tor Vergata di Roma, dopo un operazione che sarebbe dovuta essere di routine. I cateteri per neonati erano infatti finiti, così sul corpo della bimba ne è stato inserito uno per adulti che le avrebbe lesionato l’ atrio del cuore e la vena cava, causando un’ emorragia massiva che ha poi invaso i polmoni e provocato il decesso. Sarebbe quanto emerge dall’ indagine interna effettuata dal Policlinico di Tor Vergata, il cui direttore, Enrico Bollero, ha sospeso l’ anestesista intervenuto sulla piccola Gloria. Il Dottor Bollero smentisce però che sia stato utilizzato un catetere per adulti: “Dalla relazione della direzione sanitaria mi è stato certificato che il catetere era pediatrico. Mi sembrerebbe assurdo che trattandosi di un bambino di due anni e mezzo un qualunque medico possa prestarsi a fare un intervento di questo tipo con un catetere da adulto”. Sequestrato il catetere Il catere, intanto è stato sequestrato dai magistrati. E la procura vi ha disposto una perizia tecnica. Saranno i Nas a stabilire se le dimensioni di que catetere fossero compatibili con il corpicino di una bambina di due anni e mezzo malata di leucemia. L’ aggiornamento precedente Nessun errore umano, ma solo una ”complicanza” sarebbe all’ origine della morte della bimba di due anni deceduta dopo un intervento a Tor Vergata di Roma. Questa l’ opinione espressa dal professor Mario Dauri, primario anestesista del Policlinico, che difende l’ operato suo e dell’ equipe medica. “Non é vero che abbiamo sbagliato catetere – dichiara – non é stata abbandonata. E nessuno dell’ equipe é andato a pranzo, come dice il padre”. Ma proprio il genitore puntualizza: “Le notizie di cui siamo a conoscenza ci sono state riferite dai medici”. Oggi alle 17 i funerali della piccola a Gela, da dove era arrivata a Roma nel suo “viaggio della speranza” finito in tragedia. Ieri sequestrato il catetere Sequestrato il catetere: questa la notizia dell’ ultim’ ora sulla vicenda del Policlinico di Tor Vergata a Roma. I carabinieri della Stazione di Tor Vergata, che indagano sulla vicenda, hanno sequestrato il catetere, recuperato dopo l’ autopsia svolta ieri, e lo hanno messo a disposizione della magistratura. Le verifiche saranno volte ad accertare se era troppo grande e incompatibile con gli organi di una bambina al punto da lacerarle una vena. Almeno 7 indagati Ci sono almeno 7 indagati per la morte della bimba al policlinico di Tor Vergata a Roma. L’ autopsia ha confermato una manovra errata o forse l’ imperizia nella scelta di un catetere che avrebbe reciso una vena, provocando il “collasso” di un polmone, che è stato invaso dal sangue. Da qui l’ arresto cardiaco e il blocco respiratorio che ha portato alla morte. Non è escluso che la rottura della vena sia stata causata da un catetere troppo grande. I carabinieri hanno sequestrato i macchinari e la strumentazione. Due anni, malata di leucemia: le notizie del 13 settembre Tragedia al Policlinico di Tor Vergata, a Roma. Una bambina di due anni malata di leucemia che doveva essere sottoposta a un trapianto di midollo osseo, è morta dopo un intervento che sarebbe dovuto essere di routine. Si ipotizza che la causa del decesso possa essere stata una manovra medica sbagliata durante l’ inserimento di un catatere o una tracheotomia (l’ apertura di una nuova via respiratoria nel collo), ma sarà l’ autopsia a fare chiarezza. “Non si svegliava più” “Era entrata in sala operatoria a metà mattinata – ha raccontato il padre – dovevano inserirle un catetere che permettesse trasfusioni del sangue piuttosto che assunzioni di medicinali. Si trattava di realizzare un intervento di routine. Un’ operazione in anestesia totale che si sarebbe dovuta concludere in trenta minuti al massimo. Invece dopo due ore mi hanno riconsegnato mia figlia addormentata. Con mia moglie le cantavamo le canzoncine per farla riprendere ma niente lei non mostrava alcun cenno di ripresa”. Così la bimba è stata riportata d’ urgenza in sala operatoria. Ma ne è uscita morta. Aperte 4 indagini A far chiarezza sul decesso della piccola sarà così l’ autopsia in programma oggi pomeriggio. Ad ogni modo sono state già disposte diverse indagini sull’ accaduto. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti. Il ministero della Salute anche, ed ha inviato gli ispettori nel nosocomio. Il Policlinico Tor Vergata ha annunciato di aver attivato una commissione d’ inchiesta interna per fare luce su possibili “responsabilità professionali”. Anche la Regione Lazio ha avviato un’ inchiesta amministrativa. Il Codacons: “Responsabilità vanno estese alla Asl” “Si tratta di una vicenda triste e molto grave, sulla quale la Procura dovrà fare chiarezza. Qualora dovesse essere accertato l’ errore medico, appare evidente come le responsabilità debbano essere estese anche alle istituzioni competenti in materia sanitaria, in tal caso Regione Lazio e Asl. Questo perché tali enti hanno il dovere di garantire le prestazioni sanitarie e la qualità dei servizi resi presso le strutture ospedaliere di propria competenza, e devono svolgere un’ attività di vigilanza a tutela dei cittadini e dei pazienti”, commenta il Codacons che ha già annunciato che si costituirà parte civile in un eventuale processo.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this