Billè: «Doccia fredda per famiglie e imprese» Protestano anche i sindaci e i consumatori
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fonte:
- Il Messaggero
ROMA – Commercianti di nuovo sul piede di guerra contro la manovra economica del Governo. «L`aumento di una parte consistente delle imposte indirette e lo sblocco delle addizionali Irpef ed Irap di competenza delle Regioni – ha dichiarato ieri il presidente della Confcommercio, Sergio Billè – sono, per famiglie ed imprese, una inaspettata doccia fredda». «Posso anche comprendere le pressanti motivazioni di bilancio che hanno costretto il governo ad aprire di nuovo le cateratte della pressione fiscale – ha precisato Billè – ma allora sarebbe stato meglio mettere assai prima tutte le carte sul tavolo e non illudere la gente che qualcosa in materia di tasse stava realmente cambiando. Infatti, se si fanno bene i conti, con l`aggravio delle imposte di registro, di bolli, delle addizionali locali, eccetera, quel che, con la riforma della tassazione Irpef, potrà entrare nel 2005 in una tasca dei cittadini, rischia di uscire subito dall`altra. Il che, allo stato delle cose, ha tutta l`aria di essere una sostanziale presa in giro».Secondo Billè, dunque, per le famiglie e le imprese il 2005 sarà un ulteriore anno di sacrifici.
Ma a scendere in campo è anche l?Intesaconsumatori che contesta al Governo di «aver trascinato il Paese nella più grave crisi economica del dopoguerra, e di aver contribuito con l`omessa vigilanza sui prezzi rincarati e raddoppiati con il pretesto dell`euro ad una rapina collettiva costata 52 miliardi». E, in una nota, sottolinea come «la finanziaria promette di restituire 5,7 miliardi di sgravi fiscali», ma solo «dopo aver stangato, con aumenti, rincari e balzelli, 10,2 miliardi di euro». Se il Governo non punisce gli evasori, se non si combattono i cartelli bancari ed assicurativi e i monopoli petroliferi, elettrici e del gas, se non si promuove ricerca, se non si approva una riforma del risparmio sottraendo i privilegi alla Banca d`Italia e alle oligarchie finanziarie aumentando i poteri dell`Antitrust, l`economia del 2005 – afferma l?Intesaconsumatori – sarà ancora peggiore del 2004». Critiche anche dai Comuni italiani. Sindaci e amministratori, questa volta senza distinzione di casacca politica, puntano il dito contro «quel sindaclismo istiotuzionale» che ha visto trionfare le Regioni. Intanto i Comuni saranno costretti ad aumentare le tasse, e ridurre la spesa sociale. L?Anci fa sapere che le previsioni 2005 sui trasferimenti erariali, parlano di complessivi 12.623.036.707, 85 euro; somma inferiore del 10,75% rispetto ai trasferimenti del 2003.
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