Bilanci familiari a rischio con la nuova aliquota
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fonte:
- Gazzetta del Sud
L’ equazione del dissesto delle finanze domestiche è elementare: lo stipendio (fortunato chi ne ha uno) non basta più per tirare fino a fine mese. Il Sistema -Famiglia è al collasso, schiacciato dalla crisi planetaria. Una crisi che inaridisce e acceca, che provoca tentennamenti e imbarazzi. Non abbiamo più quattrini per i nostri bisogni primari e ci manca persino la forza di pagare tributi e imposte. È, ormai, liturgia consolidata rinviare almeno una (nella migliore delle ipotesi) delle tradizionali scadenze di fine mese. Sì, è vero, l’ importo lieviterà a causa degli interessi di mora ma la scelta che si deve fare è quella tra il pane e la luce, tra la pasta e il gas, tra la carnee il telefono. L’ opzione che prevale, naturalmente, è quella per il cibo. Ma non tutti hanno la fortuna di poter scegliere, in molti sono costretti a fermarsi prima per mancanza d’ un reddito. Capita. I dati sulla disoccupazione locale mettono ansia, quelli sulle famiglia che vivono al di sotto della soglia di povertà fanno venire i brividi. Interi nuclei per mangiare si rivolgono segretamente alle associazioni di volontariato cattolico, nascondendo alla collettività il disagio vissuto. Uno scenario che fatemere il default. I giovani non riescono a trovare uno sbocco occupazionale nemmeno col “pezzo di carta” conseguito dopo anni di studio. La ricerca d’ un posto, spesso, passa da un call center a distribuire telefonate. C’ è chi si arrangia col volantinaggio delle offerte della grande distribuzione e chi a trent’ anni ancora s’ accontenta della “paghetta” dei genitori. Ma, c’ è pure chi trova più conveniente l’ offerta della malavita che garantisce uno stipendio a chi spaccia la droga. E così l’ antistato diventa più credibile dello Stato. Senza lavoro, senza quattrini e con una economia sempre meno virtuosa sembra davvero impossibile sopravvivere. La nostra esistenza è cambiata, un tempo i ritmi erano scanditi dalla semplicità. Un tempo, l’ unica borsa conosciuta era quella della spesa con la quale la massaia tornava a casa con i prodotti per riempire la dispensa. Oggi, invece, per tutti la borsa è quella che vive degli umori degli speculatori. Una trasformazione che ci ha costretto ad aggiornare il nostro dizionario con termini in passato sconosciuti e dal significato, spesso, misterioso come spread, rating, brand. E come se non bastasse, ieri, è arrivato, l’ aumento dell’ Iva, un provvedimento che rischia di complicare le cose. Il Codacons ha lanciato il suo appello ai bottegai e alla grande distribuzione esortandoli a bloccare i prezzi fino al 31 dicembre. Una richiesta girata a tutte le organizzazioni dei commercianti affinchè l’ aliquota resti ferma al 21% «per una volta commercianti e consumatori sono sulla stessa barricata. Le famiglie cosentine saranno costrette a un maggior esborso annuale di 209 euro per un nucleo di tre persone, di 279 euro, per quattro persone, 349 euro per 5 persone». Quel punto percentuale si prepara a scatenare un cataclisma per le nostre tasche già vuote perchè l’ aumento del carburante (il cui prezzo è stato prontamente aggiornato allo scoccare della mezzanotte di ieri) farà salire il costo al dettaglio dei prodotti trasportati a cominciare dagli alimentari. Prezzi più cari dei prodotti e vendite ridotte almeno del 3%, come prevede il Codacons. Uno scenario apocalittico che, a parere dell’ associazione dei consumatori, può essere evitato in un solo modo: differendo l’ aggiornamento dell’ Iva.
giovanni pastore
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