28 Dicembre 2009

Bilanci appannati e budget irraggiungibili

PERUGIA – Bilanci appannati e budget irraggiungibili: c’è stato questo sotto l’albero dei commercianti umbri, che il Natale non l’hanno certo festeggiato nei negozi. L’ultima speranza, per infoltire i conti, è che sia più munifica la Befana, con i saldi che in Umbria partiranno il giorno dopo l’Epifania. Vendite calate rispetto allo scorso anno, con i clienti che per la crisi hanno tirato la cinghia. Magari quella dei pantaloni ormai nell’armadio da più stagioni, perché è proprio sull’abbigliamento che si è risparmiato di più. Si parla di cali di almeno il 30 per cento, con una tenuta decente solo dei negozi più "blasonati". Gli altri, invece, hanno dovuto fare i conti con clienti in calo e molto meno "compulsivi" verso gli acquisti, relegati nella categoria dell’oculato e del necessario. A soffrire, sono anche le griffe più di moda e tendenza, come ha spiegato Martina, dipendente di un negozio di abbigliamento di Perugia, dal marchio trendy e dal cartellino medio-alto: «Le vendite sono calate – dice – rispetto allo scorso anno, ma anche guardando ai trimestri precedenti: questo Natale non abbiamo neanche raggiunto la metà del budget previsto». «Possiamo dire che siamo salvati – è il commento di una dipendente di una grande catena di abbigliamento made in Italy -, ma è dura. Ora stiamo molto più "dietro" ai clienti, tiriamo giù tutto dagli scaffali, pur di raggiungere il risultato di una vendita». Ci sono i bilanci da far quadrare e la commessa si fa in quattro per venire incontro anche al cliente più difficile da accontentare. Meno drammatica, sempre nel settore abbigliamento, la situazione dell’intimo, che continua a tirare. «Le vendiamo – ironizza una commerciante -, ma non siamo rimasti in mutande. Certo è dura anche per noi, ma abbiamo sostanzialmente tenuto rispetto al passato». È andata meglio negli altri settori, dove la crisi c’è ma si fa sentire meno: dai libri all’hi-tech, fino all’immancabile profumeria. Sotto l’albero c’è quasi sempre un dopobarba o una trousse per il trucco. «C’è stata una leggera flessione – conferma Marinella Bottini, titolare di una profumeria nel centro storico di Perugia -, ma è stato il trend di tutto l’anno. Certo, se calasse anche il nostro settore, sarebbe l’indizio su una situazione non più sostenibile. Prospettive per il futuro? Solo Dio lo sa». Non c’è bisogno di guardare nelle viscere nel mercato e di affidarsi ad aruspici vari per capire, allora, che la via di fuga potrebbero proprio essere i saldi del 7 gennaio. Ieri, per dire, il centro di Perugia era invaso da potenziali clienti, in avanscoperta nei negozi, pronti a segnare quel che conviene ormai comprare dopo l’Epifania. Data fissata, ma che, come ogni anno, rischia di essere aggirata dai furbetti del cartellino che invitano i clienti più affezionati alle svendite anticipate con appuntamenti sul retro. Vigili urbani, allora, in agguato, pronti ai controlli perché la legge, e la data, sia uguale per tutti.  Mentre, infine, le associazioni dei consumatori consigliano attenzione per non essere fregati da cartellini "gonfiati" giusto a ridosso degli sconti, è proprio il Codacons a dubitare sulla tenuta dei saldi. Che «falliranno», secondo l’associazione, proprio per «l’eccessiva vicinanza alle festività che hanno già svuotato i portafogli degli italiani».

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