7 Ottobre 2001

Biglietto bus, Comune e Regione d?accordo sull?aumento

Biglietto bus, Comune e Regione d?accordo sull?aumento

Incontro tra i due assessori: primo sì all?arrotondamento a un euro. I consumatori insorgono: 436 lire in più sono il 29%




Aumenta o non aumenta? Dal 1° gennaio il biglietto del bus potrebbe passare da 1.500 lire, 0,77 euro, a 1.936 lire, un euro tondo. Ne hanno discusso ieri l?assessore alla Mobilità regionale Francesco Aracri e il responsabile dei trasporti comunali Simone Gargano, che si dice «favorevole» a un adeguamento, «anche se l?ultima parola spetta al consiglio comunale». Se aumento sarà, però, «non dovrà penalizzare le fasce deboli», concordano gli assessori. Va bene il rincaro del Bit, il biglietto di corsa semplice, ma non dovranno aumentare gli abbonamenti, specie quelli per pendolari, studenti, anziani. Aracri pensa a «ripristinare le vecchie tessere monolinea più economiche. Perché far pagare tutta la rete a chi prende un solo autobus?».

Oggi il mensile Metrebus costa 50mila lire, ma solo 30mila per gli studenti fino a 26 anni e gli anziani over65. Tra le città del Centro-Nord, Roma ha i ?prezzi-studenti“ più bassi, mentre quelli più alti, 40.000 lire, si pagano a Firenze, che ha appena aumentato.

Sono proprio gli abbonamenti lo zoccolo duro degli incassi Atac: 320 miliardi di lire su 600 annui. I restanti 180 miliardi vengono dai 120 milioni di Bit, e in misura minore dai Big giornalieri (6.000 lire, cioè 3,10 euro) e dalle carte settimanali (24.000 lire, 12,39 euro). Partendo da queste cifre, lo scatto della corsa urbana a quasi 2.000 lire significherebbe per i romani una ?stangata“ da circa 50 miliardi. Un balzo in alto del ticket del 29%, quasi un terzo, che le associazioni dei consumatori bocciano senza riserve, «se non bilanciato da un aumento del tempo di validità dei biglietti o dalla possibilità di utilizzare gli stessi per 2 volte». Lo dice il Codacons, che annuncia denunce per truffa e aggiotaggio «nei confronti delle aziende che arrotonderanno il prezzo del biglietto dei mezzi pubblici a un euro senza offrire in cambio alcun servizio aggiuntivo». Per i paladini dei consumatori non regge neanche la scusa «di evitare complicazioni ai cittadini. Come se qualche monetina di resto possa configurare una complicazione».

Gli aumenti, allora, sono giustificati? Secondo l?assessore regionale Aracri, «sarebbero stati meno necessari se le aziende di trasporto avessero conseguito i risultati di efficienza promessi. Invece, il sistema della mobilità ideato dalla coppia Tocci-Di Carlo (rispettivamente, ex assessore capitolino ai Trasporti e presidente Atac, ndr) ha fallito sia come servizio che come costi, esorbitanti e fuori controllo, con contabilità confuse e una moltiplicazione delle società – Atac, Trambus, Metro, eccetera – utile solo ad aumentare le poltrone».

Replica Mario Di Carlo: «Nessuno spreco. Abbiamo fatto una durissima politica di risanamento e raggiunto l?obiettivo del 35% nel rapporto costi-ricavi. E non certo truccando i conti, che hanno subito attente verifiche. Ma l?aumento del Bit, su cui decideranno Comune e Regione, è giusto perché il prezzo è fermo da 7 anni. Dal ?97, anzi, incassiamo il 10% in meno, 150 lire di Iva che va allo Stato».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox