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14 Febbraio 2019

Biglietti online, assolto D’ Alessandro

il promoter canta vittoria: «finalmente. erano accuse paradossali»
UNA tempesta in un bicchier d’ acqua. Tale si è rivelata l’ inchiesta della Procura di Milano aperta nell’ ottobre 2016 dopo un esposto del Codacons su presunti accordi occulti tra i promoter nazionali degli eventi per favorire il bagarinaggio online dei biglietti dei concerti in tutta Italia. Adesso il gup del tribunale milanese ha stabilito invece che non c’ era alcuna irregolarità nella vendita on line di biglietti, assolvendo «perché il fatto non sussiste» i titolari delle società «Live Nation Italia» e «Live Nation 2», e dichiarando prosciolti anche 4 imputati che avevano scelto il rito ordinario: Mimmo d’ Alessandro, la sua società Di & Gi, Charles Stephen Roest, amministratore del sito Viagogo e la società Vivo. Assolto anche Corrado Rizzotto, ex amministratore della Vivo srl e attualmente ad di «Live Nation». Insomma, nessun collegamento tra gli organizzatori e i prezzi esorbitanti di alcuni biglietti in vendita online. «Prendiamo atto con grande soddisfazione – commentano gli avvocati Tullio Padovani, Florenzo Storelli e Francesco Marenghi – della decisione odierna del Gup del Tribunale di Milano di disporre sentenza di non luogo a procedere per insussistenza dei fatti contestati nei confronti di D’ Alessandro & Galli e del suo legale rappresentante, Domenico D’ Alessandro, nel procedimento sul secondary ticketing, nel quale è stata affermata l’ insussistenza dei fatti contestati e la conseguente estraneità a ogni fenomeno distorsivo del mercato. Abbiamo confidato, come sempre, nel doveroso corso della giustizia, non rilasciando sino ad ora alcuna dichiarazione alla stampa in ordine al grave danno reputazionale che questa inchiesta ha causato alla Società. Per fortuna, il tempo, come si usa dire, è galantuomo, e riafferma la dignità di un gruppo di lavoro, diretto da Mimmo D’ Alessandro e Adolfo Galli, da sempre impegnato nella promozione della cultura musicale e degli eventi verso la più ampia platea di appassionati». «Giustizia è fatta – commenta Mimmo D’ Alessandro – anche se era davvero risibile l’ accusa: l’ ipotesi di un vantaggio di 4mila euro in quattro anni… Però mi pesava, perché sono stato da sempre il più deciso avversario del bagarinaggio».

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