6 Ottobre 2005

Biglietterie chiuse, tanta gente resta fuori



Nella battaglia per il ripristino dei botteghini vicino agli stadi dopo che è entrato in vigore il decreto Pisanu, scende in campo anche la Codacons. La sezione triestina del “Coordinamento delle associazioni per la difesa dell`ambiente e la tutela dei diritti degli utenti e dei consumatori“ ha diffuso una nota nella quale, commentando il recente decreto che impone alle società di vendere i biglietti solo lontano dallo stadio, in buon anticipo rispetto allo svolgimento delle partite e su presentazione di un documento d`identità, rammenta che “qualsiasi prevendita deve andare a beneficio dello spettatore, che si aggiudica il posto in anticipo, e non a suo discapito“. In tutte le gare finora disputate dalla Triestina al “Rocco“ infatti i tifosi rossoalabardati che solitamente decidevano solo all`ultimo momento di andare a vedere la loro squadra hanno dovuto rinunciare, perché impossibilitati ad acquistare il biglietto. I botteghini sono chiusi. Il disagio maggiore si è registrato in precedenza della partita con il Catanzaro: “quando i tifosi sono stati costretti a peregrinare attorno allo stadio – spiegano quelli del Codacons – nella vana ricerca di un botteghino che vendesse loro i biglietti. E` come se il pubblico volesse entrare in un teatro o in un cinema – aggiungono come esempio paradossale i responsabili della sigla – e li trovasse sprovvisti di biglietteria“. La beffa maggiore è che all`interno ovviamente ci sono tantissimi posti che rimangono invenduti. Per la Codacons ripristinare i botteghini nei pressi degli stadi, pur conservando l`obbligo dell`identificazione delle persone, sarebbe opera sensata“. La Triestina si sta prodigando per riaprireuna o due casse ma non è riuscita ancora ad aggirare la norma che impone la vendita in un`area di sicurezza a ottocento metri dallo stadio. Troppi.

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