30 Settembre 2014

BIG, TORNA L’ INCUBO ELIMINAZIONE

BIG, TORNA L’ INCUBO ELIMINAZIONE

SANREMO punto e a capo. La liturgia democristiana del cantano -tuttinessuno -eliminato non funziona più, nella società come al festival il “volemose bene” fa parte di un’ era prerenziana, superata dalla logica del “mors tua vita mea”. Ragion per cui Carlo Conti cancella dal regolamento del prossimo festival, all’ Ariston dal 10 al 14 febbraio, il doppio brano per big e introduce nuovamente le eliminazioni. Chi vuol essere a Sanremo, sia. I sedici big, i cui nomi verranno comunicati il 14 dicembre, avranno due sere per cantare senza l’ incubo dell’ eliminazione: una per presentare i loro brani inediti e una, quella del giovedì, per cimentarsi con una cover di una canzone famosa, da soli o con altri amici cantanti. Poi venerdì sera si fa sul serio: per quattro di loro Sanremo finisce lì. «Fin dalla prima sera comunicheremo la classifica delle prime quattro e delle ultime quattro canzoni, senza però specificare la loro posizione» dice Conti « serve per far capire al pubblico che c’ è una gara e che qualcuno rischia». Anche con le nuove Proposte KillBill Conti sarà spietato. «Ci sarà una sorta di torneo di tennis, combatteranno l’ uno contro l’ altro, in finale venerdì sera rimarranno solo due. È un sistema più “peposo” » garantisce il conduttore «ma i ragazzi sono abituati a questa competizione». Che poi, ragazzi. La categoria arriva fino ai 35 anni, età in cui si dovrebbe essere già nel regno degli adulti. Ma Sanremo, si sa, non è mai stato un Paese per giovani, nonostante quest’ anno per votare si potrà usare anche il web. «Il pubblico da casa, con il televoto, potrà votare tramite sms, telefono fisso, il web o un’ app» assicura Conti «d’ altronde nel 2015 ci sembrava che fosse arrivato il momento». Evidentemente in Rai non hanno fatto i conti con il Codacons, preoccupato sia per i controlli sul sistema di votazioni, che per l’ esclusione di quel pubblico di “meno giovani” poco avvezzi all’ uso di computer. Svecchiare Sanremo è impresa epica, ma Conti non vuol fare la parte del badante di Villa Arzilla e avverte: «Non ho preclusioni né verso il passato né verso i giovani: userò tutta la mia vecchia esperienza di dj per ascoltare le canzoni e scegliere le più orecchiabili. Di certo non si può non tener conto dei protagonisti dei talent». A decidere quali tra i 16 big venerdì sera dovrà lasciare il festival saranno il televoto, la giuria di esperti e una giuria demoscopica di 300 persone. «Ho già incontrato case discografiche e alcuni artisti» ammette Conti «c’ è un bel fermento e tanta voglia di partecipare al festival, che resta comunque la vetrina più importante per la musica italiana. Ci sono bei nomi, ma da qui ad arrivare all’ Ariston c’ è di mezzo il mar ligure». Nella scelta del cast il conduttore si farà aiutare da una commissione artistica composta da sette elementi: l’ unico certo, al momento, è il direttore di orchestra Pinuccio Pirazzoli. Troppo presto invece per avere conferme su nomi di vallette, conduttrici e Pausini varie. E ora veniamo al denaro. Visti i tagli piovuti su Viale Mazzini, quanto costerà Sanremo? «La nuova convenzione con il Comune di Sanremo costerà un milione e mezzo di euro in meno rispetto all’ anno scorso, passando da sette milioni a cinque e mezzo» risponde il direttore di Raiuno, Giancarlo Leone «ma non faremo i furbi, quel milione e mezzo di risparmio non lo impegneremo nello show. Lo scorso anno il Festival era costato intorno ai 18 milioni, quest’ anno costerà circa sedici e mezzo».

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